Chi percorre abitualmente la provinciale 1 Carpi-Ravarino dovrà tornare a tenere d'occhio il tachimetro. Da venerdì 30 ottobre l'autovelox su quella strada torna in funzione, con rilevazione della velocità in entrambi i sensi di marcia. Lo ha comunicato l'Unione delle Terre d'Argine.
Si tratta delle prime due installazioni riattivate nel territorio dell'Unione dopo lo spegnimento, avvenuto nei mesi scorsi, di tutti i sei apparecchi presenti. Lo stop era legato all'attesa di una disciplina organica da parte del Governo su omologazione, taratura e verifiche dei dispositivi per l'accertamento della velocità, normativa entrata in vigore a luglio 2026.
Un nodo nazionale che ha toccato anche le Terre d'Argine
La vicenda affonda le radici in una questione giuridica di portata nazionale. Nell'aprile 2024 la Corte di Cassazione aveva distinto in modo netto tra "approvazione" e "omologazione" dei dispositivi, aprendo un contenzioso diffuso sulle multe elevate con apparecchi approvati ma non omologati. Nel febbraio 2025, nell'ambito dell'inchiesta avviata dalla Procura di Cosenza, era arrivato il sequestro di centinaia di autovelox in tutta Italia: nelle Terre d'Argine il provvedimento aveva riguardato tutti e sei gli impianti fissi installati nei territori di Carpi, Soliera e Novi, tra cui quelli della statale Romana sud e della Carpi-Ravarino. Il vuoto normativo è stato colmato con il decreto entrato in vigore il 12 luglio 2026, che ha finalmente definito il disciplinare tecnico per l'omologazione.
Gli altri quattro arriveranno gradualmente
L'Unione spiega che gli altri quattro velox previsti sul territorio saranno reinstallati gradualmente, man mano che verranno completati i lavori di nuovo posizionamento. Tutti gli strumenti sono controllati dalla Polizia locale dell'Unione Terre d'Argine, con l'obiettivo dichiarato di garantire una maggiore sicurezza sulle strade.
Per i cittadini il messaggio è duplice. Da un lato il ritorno dei controlli su un'arteria molto frequentata dai pendolari verso la Bassa modenese; dall'altro la fine di una lunga incertezza che, oltre a sospendere i rilevamenti, aveva messo in discussione la validità stessa delle sanzioni. Un dato è pragmatico: senza una cornice normativa solida, le multe diventano terreno di ricorsi. Ora quella cornice esiste, e la riaccensione parte proprio dalla strada da cui era iniziato, qui, il caso.