Due territori lontani sulla carta geografica, la riviera e la pianura modenese, decidono di sedersi allo stesso tavolo per parlare di nidi, scuole e famiglie. È il senso dell'accordo sottoscritto a Bologna tra il Comune di Rimini e l'Unione delle Terre d'Argine, che riunisce i Comuni di Carpi, Campogalliano, Novi di Modena e Soliera. A firmarlo sono state Chiara Bellini, vicesindaca di Rimini con delega ai Servizi educativi, e Daniela Tebasti, sindaca di Campogalliano e assessora ai Servizi educativi e scolastici dell'Unione.
L'intesa, annunciata dall'Unione con una nota diffusa il 28 ottobre e già pubblicata sul sito del Comune di Rimini il 26 ottobre, nasce da una constatazione concreta: pur essendo geograficamente differenti e relativamente distanti, i due territori presentano numerose analogie, sia sul piano demografico, a partire dalla popolazione residente, sia nell'organizzazione del sistema dei servizi educativi, caratterizzato in entrambi i casi da una spiccata e consolidata integrazione fra strutture comunali, statali e paritarie.
I temi sul tavolo
Il percorso di collaborazione punta allo scambio di buone pratiche, al confronto tra modelli organizzativi e alla realizzazione di attività condivise nell'ambito dell'educazione e della scuola. Tra i temi indicati nell'accordo ci sono il sistema educativo integrato 0-6 anni, l'inclusione scolastica degli alunni con disabilità, i servizi per il diritto allo studio, i patti educativi di comunità e l'innovazione dei processi organizzativi e amministrativi.
«Le sfide educative che abbiamo davanti», dichiarano Chiara Bellini e Daniela Tebasti, «richiedono amministrazioni capaci di collaborare e di imparare reciprocamente. Questo accordo nasce dalla convinzione che nessun territorio possa innovare da solo: mettere in comune esperienze, competenze e soluzioni significa rafforzare i servizi e offrire maggiori opportunità a bambini, ragazzi e famiglie. In una regione che vanta alcune delle esperienze più avanzate nel campo educativo, il confronto tra territori rappresenta una risorsa strategica per continuare a crescere e sperimentare nuove risposte».
Cosa cambia per le famiglie di Carpi
Per ora si tratta di un accordo quadro, senza numeri né scadenze rese note: nessun nuovo posto nido, nessun investimento annunciato. Il valore, pragmaticamente, sta altrove, nella possibilità per gli uffici scolastici dell'Unione di confrontare le proprie soluzioni organizzative con quelle di una città di dimensioni paragonabili ma con un contesto sociale ed economico diverso. Il banco di prova saranno le attività condivise che verranno effettivamente messe in campo: su temi come l'inclusione degli alunni con disabilità e i patti educativi di comunità, le famiglie carpigiane misureranno l'accordo sui risultati, non sulle firme.