Sei medaglie sotto l’Acropoli, i Black Dragons di Carpi ruggiscono ad Atene

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Sei medaglie sotto l’Acropoli, i Black Dragons di Carpi ruggiscono ad Atene

Tre atleti partiti, sei medaglie tornate a casa. La contabilità dei Black Dragons al Mediterranean Grand Prix di karate WKA disputato ad Atene è di quelle che fanno sorridere anche il più severo dei maestri: due ori, due argenti e due bronzi. Un podio per ogni gara, senza lasciare briciole.

A firmare l’impresa sono stati Matteo Romagnoli, Romyna Conte e Andrea Colella, atleti che preparano le competizioni tra la storica palestra Patria 1879 di Carpi e la Thunder di San Martino. Ad Atene hanno incontrato avversari provenienti da Grecia, Inghilterra, Messico, Polonia, Francia, Romania e Italia, in un confronto internazionale nel quale tecnica e nervi saldi valevano quanto i muscoli.

Romagnoli fa doppietta

Il maestro carpigiano Matteo Romagnoli ha dominato la propria categoria con precisione e autorevolezza, conquistando due medaglie d’oro. Una doppietta che conferma una carriera già ricca di risultati internazionali.

Nel 2022 Romagnoli aveva infatti ricevuto dal Comune di Carpi un attestato al merito sportivo dopo i titoli ottenuti ai Mondiali WKA di Stettino, in Polonia. Dietro l’atleta, però, resta soprattutto l’uomo abituato alla disciplina quotidiana: vigile del fuoco di professione, maestro di arti marziali e punto di riferimento per chi si allena con lui.

Conte d’argento, Colella di bronzo

Nella categoria Senior, Romyna Conte ha affrontato rivali di primo piano e incontri combattuti fino all’ultimo, mettendosi al collo due medaglie d’argento. Risultati che raccontano non soltanto il valore tecnico, ma anche la capacità di restare lucidi quando il tatami diventa stretto e ogni dettaglio pesa come un macigno.

A completare il bottino è stato Andrea Colella, autore di un percorso duro ed esaltante tra i Veterani. Per lui sono arrivati due bronzi, conquistati con quella tenacia che nello sport non compare sempre nelle fotografie, ma spesso decide gli incontri.

Da Carpi ad Atene, una palestra di crescita

Il dato finale è rotondo: sei podi su tre partecipanti. Eppure il valore della trasferta non si ferma al metallo appeso al collo. Misurarsi con scuole, stili e tradizioni differenti ha offerto ai Black Dragons un’occasione di crescita sportiva e umana, confermando la qualità del lavoro svolto ogni giorno nelle palestre di Carpi e San Martino.

Le medaglie, insomma, hanno preso l’aereo per l’Italia. Ma ad Atene i tre atleti hanno lasciato qualcosa di altrettanto riconoscibile: il segno di una comunità sportiva che lavora lontano dai riflettori e sa farsi rispettare quando arriva il momento di salire sul tatami.

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