Carpi, domenica storta: l’Arzignano passa 3-0 e spegne la rimonta

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Carpi, domenica storta: l’Arzignano passa 3-0 e spegne la rimonta

Ci sono partite nate sotto una luna malandrina, nelle quali il pallone sembra aver già scelto padrone e indirizzo. Per il Carpi, quella del 27 settembre contro l’Arzignano Valchiampo appartiene alla categoria: sconfitta per 3-0, due reti incassate prima dell’intervallo e una ripresa giocata quasi interamente in inferiorità numerica. Non proprio la ricetta che il farmacista consiglierebbe per tentare una rimonta.

L’Arzignano colpisce prima dell’intervallo

Mister Cassani dispone i biancorossi con il 3-4-2-1: Scacchetti tra i pali, Zagnoni, Rossini e Desole in difesa, Casarini, Bagatti, Astrologo e Cecotti sulla linea mediana, Morosini e Puletto alle spalle di Carcani. Dall’altra parte, l’Arzignano di Di Donato risponde con un 3-5-1-1 più folto nel cuore del campo, affidando a Penta il compito di accompagnare Mattioli.

La differenza tattica si vede soprattutto nella capacità degli ospiti di occupare la zona centrale e trovare gli uomini offensivi al momento giusto. Al 32’ Mattioli apre le marcature, mentre al 44’ Penta piazza il secondo colpo. È la rete più indigesta, quella che arriva quando negli spogliatoi stanno già preparando tè, lavagna e relative imprecazioni.

Il Carpi chiude così il primo tempo sotto di due gol, dopo cinque minuti di recupero, con una montagna da scalare e scarponi tutt’altro che comodi.

Tre cambi, poi il rosso ad Astrologo

Cassani interviene senza attendere ulteriori sentenze: al rientro entrano Lombardi, Montipò e Vitale al posto di Desole, Bagatti e Cecotti. Una tripla sostituzione che ridisegna uomini ed energie, nel tentativo di dare maggiore spinta e presenza a una squadra chiamata a recuperare due reti.

Il proposito dura però appena undici minuti. Al 56’ Astrologo viene espulso e lascia il Carpi in dieci. Da quel momento la rincorsa diventa un esercizio di equilibrismo: bisogna attaccare senza spalancare la porta, correre in avanti mantenendo un occhio alle spalle. Impresa teoricamente possibile, come attraversare piazza Martiri su una corda, ma con probabilità non proprio generose.

Al 63’ Figoli rileva Morosini, mentre nel finale Sall prende il posto di Carcani. I biancorossi provano a restare nella partita, ma l’Arzignano amministra il vantaggio e sfrutta la superiorità numerica. Nel recupero, al 90’+1, Lanzi, entrato nella ripresa, firma il definitivo 3-0.

Una sconfitta da studiare, non da imbalsamare

Il tabellino racconta una gara severa: cinque ammoniti complessivi, quattro dei quali del Carpi, l’espulsione di Astrologo e dodici minuti totali di recupero. Ma soprattutto racconta due momenti decisivi, il raddoppio subito poco prima dell’intervallo e il cartellino rosso arrivato quando la squadra stava cercando di riaprire la contesa.

Il risultato non ammette arringhe difensive: Arzignano più concreto, Carpi punito nei passaggi cruciali. Toccherà a Cassani lavorare sulla protezione della zona centrale, sulla pulizia della manovra e sulla disciplina, perché rincorrere in dieci è mestiere da fachiri, non un piano tattico consigliabile.

Carpi conosce bene le domeniche amare e sa pure che il calcio, bestia volubile, concede presto un’altra occasione. Il 3-0 resta sul referto, netto come una sentenza; ora serviranno testa fredda, gambe vive e la capacità di trasformare lo schiaffo in memoria utile, senza farne un monumento.

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