Il Carpi sfida il tabù Cabassi: con l’Arzignano servono gambe, testa e qualche minuto in più

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Il Carpi sfida il tabù Cabassi: con l’Arzignano servono gambe, testa e qualche minuto in più

Il pallone rotolerà al Cabassi domenica 27 settembre alle 17.30, ma la vera partita del Carpi comincerà quando le gambe diventeranno pesanti e l’orologio sembrerà essersi messo a camminare al contrario. Contro l’Arzignano, alla sua prima apparizione nello stadio carpigiano, i biancorossi cercano infatti la prima vittoria casalinga della stagione e, insieme, una cura per quel malanno dei finali che ha già prodotto tre rimonte subite.

Il campionato non finisce più al novantesimo

Le ultime settimane hanno raccontato due squadre con destini opposti. L’Arzignano ha rimontato due volte nelle sue più recenti apparizioni, mentre il Carpi si è fatto raggiungere in tre occasioni, due delle quali negli ultimi minuti. Una statistica piccola soltanto sulla carta, perché certi pareggi tardivi restano nello stomaco più a lungo di una cena mal digerita.

Mister Cassani, però, distingue i casi. Contro il Cittadella il Carpi aveva perso campo e gioco, con l’Ospitaletto aveva difeso con eccessiva passività. A Novara, invece, la squadra ha continuato a produrre e mantenuto ordine, pagando soprattutto l’incapacità di trovare il colpo del 3-1. Il 2-2 piemontese, arrivato al 90’, ha cancellato una possibile vittoria costruita dalla doppietta di Casarini, dopo un avvio complicatissimo e l’infortunio immediato di Gatti.

Per Cassani il problema riguarda anche il calcio moderno, nel quale i recuperi si sono allungati e le perdite di tempo vengono compensate con maggiore severità. Tradotto dal pallonese: si gioca di più, ci si stanca di più e l’attenzione deve durare oltre quanto suggeriva il vecchio orologio. Il tecnico chiede dunque ai suoi di alzare la soglia della concentrazione fino all’ultimo pallone.

Arzignano, avversario senza complessi

I veneti si presentano a Carpi come una delle possibili sorprese del campionato. Hanno raccolto tre vittorie e due sconfitte, una delle quali, contro il Desenzano, giudicata immeritata da Cassani. Sono una formazione organizzata, in salute e capace di interpretare la gara diversamente dai biancorossi: ingredienti sufficienti per sconsigliare ogni passeggiata domenicale.

L’Arzignano sarà privo del centravanti Nanni, convocato dalla Nazionale di San Marino. Non è però il caso di stappare il lambrusco in anticipo. Secondo Cassani, l’assenza cambierà soprattutto la struttura fisica del riferimento offensivo, non le soluzioni di gioco della squadra allenata da Di Donato.

Le scelte di Cassani

Il Carpi dovrebbe ripartire dall’assetto visto a Novara dopo l’uscita di Gatti, sostituito da Zagnoni. Il difensore rientrerà in gruppo mercoledì prossimo, mentre Zarpellon dovrà osservare uno stop stimato in una decina di giorni per il riacutizzarsi di un problema al tendine d’Achille.

Il tecnico ha spiegato anche il mancato ingresso di Morosini nella gara piemontese. L’infortunio iniziale di Gatti aveva consumato subito un cambio, Puletto aveva chiesto di uscire già all’intervallo e Casarini era reduce da tre partite ad altissimo dispendio. Cassani ha quindi inserito Montipò per aggiungere centimetri e contrastare i palloni riversati in area, affidandosi poi a Lombardi quando il Carpi era ancora avanti. Una gestione figlia delle circostanze, più che della prudenza.

La probabile formazione biancorossa, schierata con il 3-5-2, vede Scacchetti in porta; Zagnoni, Rossini e Desole in difesa; Casarini, Figoli, Astrologo, Puletto e Cecotti a centrocampo; Morosini e Carcani in attacco.

Orari e terna arbitrale

Il calcio d’inizio è fissato alle 17.30. Le biglietterie sul lato tribuna saranno aperte dalle 15 alle 17.30 e, per disposizione del Ministero dell’Interno, non potranno vendere tagliandi dopo l’inizio dell’incontro. Arbitrerà Mansour Faye di Brescia, assistito da Stefano Allievi e Francesco D’Andria. Fabrizio Ramondino sarà il quarto uomo, mentre Gianluca Scardovi ricoprirà il ruolo di assistente FVS.

Il Cabassi aspetta dunque il primo brindisi stagionale. Per conquistarlo servirà un Carpi capace non soltanto di andare avanti, ma anche di restarci fino al fischio conclusivo. Perché ormai il novantesimo, nel calcio, è diventato più un consiglio che una scadenza.

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