Acqua e amianto, Progetto Campogalliano chiede le carte al Comune

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Acqua e amianto, Progetto Campogalliano chiede le carte al Comune

Quello che esce dal rubinetto, nelle case come nelle aule, torna al centro del confronto politico a Campogalliano. Il gruppo consiliare Progetto Campogalliano ha depositato un'interrogazione urgente a risposta scritta, indirizzata al Sindaco e alla Giunta comunale, per chiedere trasparenza sullo stato della rete idrica e sulla qualità dell'acqua potabile erogata nel territorio comunale.

L'iniziativa porta la firma dei consiglieri Andrea Setti e Valeria Palazzo, eletti nella lista civica che alle comunali del 2024 sosteneva la candidatura a sindaco di Cesare De Paoli. Il punto di partenza, spiegano, sono i recenti blocchi precauzionali dell'erogazione idrica registrati in alcuni complessi scolastici della Bassa Modenese e i dati emersi già dal 2014 sulla presenza di fibre di amianto nelle condotte idriche provinciali.

«La salute della nostra comunità e dei nostri figli non si baratta e non ammette zone d'ombra», dichiarano i consiglieri di Progetto Campogalliano. «L'acqua che entra nelle nostre case e che viene utilizzata nei plessi scolastici deve essere garantita e controllata al 100%. Il progressivo degrado delle vecchie condotte in cemento-amianto rappresenta una criticità invisibile che le istituzioni locali non possono ignorare».

Le quattro domande all'Amministrazione

L'atto ispettivo chiede anzitutto una verifica dettagliata dello stato di potabilità dell'acqua erogata negli asili nido, nelle scuole e nelle strutture pubbliche di Campogalliano, con l'indicazione di eventuali parametri fuori norma rilevati negli ultimi mesi. Il secondo punto riguarda la mappatura delle condotte: quanti chilometri e quale percentuale della rete comunale sono ancora in cemento-amianto e in esercizio.

Il terzo punto domanda la rendicontazione degli interventi di sostituzione effettuati dal 2014 a oggi in sinergia con il gestore Hera e la presentazione di un cronoprogramma per la completa eliminazione dell'amianto dalla rete idrica locale. Il quarto riguarda i controlli: con quale frequenza vengono condotti i campionamenti specifici per la ricerca delle fibre di amianto da parte degli organi di vigilanza, Ausl e Arpae, e quali sono gli esiti dei test più recenti. Setti e Palazzo si impegnano a rendere pubblici gli esiti del riscontro ufficiale non appena arriverà dal Sindaco e dalla Giunta.

Un tema che riguarda tutta la provincia

La questione non nasce oggi e non si ferma a Campogalliano. Il Piano amianto della Regione Emilia-Romagna, approvato nel 2017 all'interno del Piano regionale della prevenzione, include tra i propri obiettivi proprio il miglioramento dei processi di acquisizione delle informazioni sulla diffusione dell'amianto nelle condotte acquedottistiche, segno che la mappatura delle reti è considerata un nodo aperto a livello regionale. Hera, dal canto suo, pubblica periodicamente i dati sulla qualità dell'acqua di rubinetto, precisando che la propria competenza nella distribuzione termina al contatore.

Al di là delle posizioni politiche, il merito dell'interrogazione è pragmatico: chiede numeri, chilometri, date e documenti, non valutazioni. Sono dati che l'Amministrazione e il gestore possiedono o possono ricostruire, e che una volta resi pubblici permetterebbero di misurare la distanza fra la rete esistente e l'obiettivo della sua completa sostituzione. Per i cittadini di Campogalliano e per chi, poco oltre, guarda alle stesse infrastrutture dal territorio carpigiano, è un'informazione che vale più di qualunque rassicurazione generica. La risposta scritta dirà se quei numeri esistono già ordinati, oppure se la mappatura è tutta da costruire.

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