La domanda è semplice e la si sente spesso davanti ai cassonetti: la plastica che separiamo con cura finisce davvero riciclata? A Campogalliano quella domanda è diventata un atto formale. I consiglieri di opposizione Andrea Setti e Valeria Palazzo, del gruppo consiliare Progetto Campogalliano, hanno depositato il 5 ottobre 2026 un'interpellanza indirizzata alla Sindaca e alla Giunta per fare luce sul destino dei rifiuti plastici raccolti sul territorio comunale e per scongiurare nuovi rincari della tariffa puntuale dei rifiuti, la TARIP.
Da dove nasce l'iniziativa
Il riferimento è il documento approvato dalla Conferenza delle Regioni il 10 settembre 2026, che ha descritto un quadro d'emergenza nazionale e regionale sulla filiera degli imballaggi in plastica. In Emilia-Romagna, ricordano i due consiglieri, si registrano già impianti di stoccaggio saturi e l'invio diretto della plastica differenziata al recupero energetico nei termovalorizzatori, a causa del mancato o ritardato ritiro dei materiali da parte dei consorzi.
Non è una criticità soltanto emiliana. Nel corso del 2026 il tema è esploso in più regioni: il Veneto ha convocato il 1° luglio un tavolo tecnico con gestori e consorzi di filiera, parlando apertamente di centri di stoccaggio a rischio saturazione e di una plastica vergine d'importazione extra UE più competitiva di quella riciclata; in Sardegna, a fine agosto, la Regione ha chiesto a COREPLA soluzioni strutturali dopo aver reperito spazi aggiuntivi per circa 2.400 tonnellate. Segno che il problema è di sistema, e che scaricarne il peso sui singoli Comuni sarebbe quantomeno discutibile.
I cinque punti dell'interpellanza
Setti e Palazzo chiedono alla Giunta risposte su cinque fronti: se e in quale percentuale la plastica differenziata a Campogalliano sia stata avviata a termovalorizzazione anziché a riciclo di materia a causa del blocco dei ritiri consortili; se nei centri di raccolta e stoccaggio del territorio e delle zone limitrofe vi siano accumuli straordinari o situazioni di saturazione, e quali verifiche siano state condotte per la prevenzione degli incendi; quali azioni l'Amministrazione intenda promuovere per informare i cittadini sulla reale filiera dei materiali conferiti; come la Giunta intenda muoversi con ATERSIR e con il gestore del servizio per evitare che i costi della crisi e i mancati introiti dalla vendita della plastica finiscano nel Piano Economico Finanziario comunale e quindi nelle bollette; infine quali iniziative formali il Comune voglia promuovere, anche insieme agli altri Comuni dell'Unione delle Terre d'Argine o della Provincia, verso Regione e Governo per ottenere tutele economiche e clausole di salvaguardia per i Comuni virtuosi.
La posizione dei consiglieri
«I cittadini di Campogalliano continuano a dimostrare un forte impegno civico e un grande senso di responsabilità con la raccolta differenziata puntuale», spiegano Setti e Palazzo. «A fronte di questo impegno quotidiano e dei progressivi rincari della TARIP, che già quest'anno ha visto un aumento delle tariffe a parità di servizio, la cittadinanza ha il diritto di pretendere la certezza che la plastica separata venga effettivamente riciclata e non finisca incenerita».
E ancora, in chiusura: «Non possiamo accettare che i cittadini subiscano la beffa di fare la raccolta differenziata con fatica per poi vederne vanificati gli sforzi, pagando pure bollette sempre più care per coprire le inefficienze della filiera».