Il costo dell'energia torna a pesare sui bilanci delle famiglie e su una parte significativa del tessuto economico e sociale. È da questa constatazione che parte la presa di posizione congiunta dei sindaci dei Comuni soci di AIMAG, che hanno chiesto al Gruppo di verificare ogni possibile margine di intervento per attenuarne l'impatto sulle comunità del territorio.
"Come Sindaci dei Comuni soci di AIMAG abbiamo ritenuto doveroso porre con forza questo tema, chiedendo che venisse verificata ogni possibilità utile per contribuire, nei limiti delle competenze e degli strumenti disponibili, ad attenuarne l'impatto sulle nostre comunità", scrivono gli amministratori in una nota congiunta.
Il perimetro dell'azione pubblica
La richiesta nasce dalla consapevolezza dei limiti dell'azione comunale, ma anche dalla responsabilità di rappresentare i bisogni dei cittadini. "Non spetta ai Comuni determinare l'andamento dei mercati energetici, né intervenire direttamente sulle dinamiche che definiscono i prezzi. Ma questo non significa limitarsi ad assistere agli effetti che tali dinamiche producono sui cittadini", si legge nel documento. "Quando il costo dell'energia cresce, aumenta la pressione sui bilanci familiari, si riduce il potere d'acquisto e diventano più difficili anche scelte quotidiane che incidono sulla qualità della vita delle persone."
Da qui la sollecitazione rivolta al Gruppo. "Riteniamo che chi ricopre una responsabilità pubblica debba interrogarsi sempre su ciò che può concretamente fare. Il nostro compito è anche questo: rappresentare i bisogni dei territori, porre i problemi con chiarezza e sollecitare tutti i soggetti con cui abbiamo un rapporto istituzionale a valutare fino in fondo le possibilità a loro disposizione."
Nessuna promessa facile, avvertono gli stessi firmatari: "Non pensiamo che esistano soluzioni semplici a questioni complesse come quella energetica", concludono i sindaci, "ma crediamo che, davanti a una difficoltà reale per le famiglie, rinunciare in partenza a cercare margini di intervento sarebbe sbagliato. La politica non può promettere di governare ciò che non dipende da lei, può però assumersi la responsabilità di utilizzare fino in fondo gli strumenti che ha. Ed è ciò che intendiamo continuare a fare".
Chi ha firmato
Il documento porta la firma dei sindaci di ventuno Comuni soci, tra le province di Modena e Mantova: Bastiglia con Francesca Silvestri, Bomporto con Tania Meschiari, Borgocarbonara con Viviana Bertazzoni, Borgo Mantovano con Alberto Borsari, Campogalliano con Daniela Tebasti, Camposanto con Monja Zaniboni, Carpi con Riccardo Righi, Cavezzo con Stefano Venturini, Concordia sulla Secchia con Marika Menozzi, Medolla con Alberto Calciolari, Mirandola con Letizia Budri, Moglia con Claudio Bavutti, Novi di Modena con Enrico Diacci, Poggio Rusco con Fabio Zacchi, Quistello con Gloriana Dall'Oglio, San Felice sul Panaro con Michele Goldoni, San Giacomo delle Segnate con Auro Codifava, San Giovanni del Dosso con Angela Zibordi, San Possidonio con Veronica Morselli, San Prospero con Sauro Borghi e Soliera con Caterina Bagni.
Cosa significa per Carpi
Per i cittadini carpigiani il tema non è nuovo. Già nel luglio scorso il nodo dei rincari era emerso sul fronte della tariffa rifiuti, con i sindaci di Modena, Massimo Mezzetti, e di Carpi, Riccardo Righi, chiamati a spiegare aumenti ricondotti anche alla crescita dei costi dell'energia e dei carburanti. Il peso del caro energia, insomma, non si ferma alla bolletta di casa: si scarica a catena sui servizi che i Comuni erogano attraverso le proprie partecipate.
Il giudizio, a questo punto, è sospeso e dipende dal seguito. La nota dei sindaci è una sollecitazione politica, non una misura già quantificata: non indica importi, strumenti né tempi. Il suo valore reale si misurerà sulla risposta che AIMAG darà ai soci pubblici e sulla capacità di tradurre il principio enunciato, usare fino in fondo gli strumenti disponibili, in un beneficio verificabile sulle bollette delle famiglie del territorio.