Una festa di paese che si trasforma in strumenti diagnostici per i bambini. È il percorso compiuto dai duemila euro che nei giorni scorsi l'associazione Birriamo ha consegnato alla Pediatria dell'Ospedale Ramazzini di Carpi: una somma che arriva dal ricavato della prima edizione della Festa della Birra organizzata a Fossoli nel 2025.
L'obiettivo della donazione è preciso: contribuire all'acquisto di dispositivi per la diagnosi delle allergie respiratorie, strumenti che potranno supportare il lavoro dei professionisti nella valutazione dei piccoli pazienti. Un campo, quello delle allergie respiratorie in età pediatrica, in cui la possibilità di arrivare a una diagnosi precisa e tempestiva fa la differenza nella gestione quotidiana del bambino e della sua famiglia.
Chi c'era alla consegna
Alla consegna dell'assegno erano presenti i rappresentanti dell'associazione Birriamo, il presidente Daniele Stefanini, il vicepresidente Rudi Bellesia e il consigliere Cristian Goldoni, accolti dalla Direttrice del Distretto di Carpi Stefania Ascari e dal Direttore sanitario dell'Ospedale Ramazzini Giuseppe Licitra, insieme al Direttore della Pediatria Francesco Torcetta e alla coordinatrice infermieristica Desdemona Lugli.
Una collaborazione che continua
L'Azienda USL di Modena sottolinea che la donazione si inserisce in un percorso di collaborazione e conoscenza reciproca tra l'associazione e il personale del reparto, un rapporto che prosegue anche quest'anno. Non si tratta quindi di un gesto isolato, ma di un filo che lega una realtà associativa del territorio a un reparto ospedaliero.
La prima edizione di Birriamo si era svolta nell'area della Festa dell'Unità di Fossoli, in via Ivano Martinelli, su due fine settimana tra la fine di giugno e i primi di luglio del 2025, con ingresso libero, concerti, dj set e spazio ristorante. Da quelle serate di musica e socialità arriva ora un contributo che resta nel territorio.
Il valore per Carpi
Il punto, al di là della cifra, è il meccanismo: una comunità che si diverte e, con lo stesso gesto, finanzia un pezzo di sanità pubblica per i propri figli. Duemila euro non risolvono da soli le esigenze di un reparto, ma rendono possibile l'acquisto di dotazioni specifiche che altrimenti competerebbero con altre priorità di bilancio. È un gesto concreto che, come rileva l'Azienda sanitaria, testimonia il legame tra il territorio e i servizi sanitari e il valore della collaborazione tra associazioni e professionisti, a sostegno della qualità dell'assistenza rivolta ai bambini.