C'è un modo antico e ancora efficace di fare del bene: raccogliere soldi durante l'anno, uno spettacolo qui, una cena là, qualche service ben organizzato, e poi andarli a portare di persona a chi ne ha bisogno. Niente algoritmi, niente piattaforme digitali, niente annunci sui social. Solo qualche socia con una busta in mano e la consapevolezza di fare qualcosa di utile. È quello che ha fatto il Lions Club Alberto Pio di Carpi a conclusione dell'anno sociale guidato dalla presidente Tamara Gualandi.
Il club, che prende il nome dal celebre signore di Carpi vissuto tra il Quattro e il Cinquecento, è una realtà radicata nel tessuto civile della città. Come tutti i Lions nel mondo, opera attraverso i cosiddetti service, iniziative concrete finalizzate a raccogliere risorse da redistribuire sul territorio. Quest'anno il risultato è stato distribuito tra cinque destinatari, ciascuno con una storia e un bisogno precisi.
Un bambino, uno scuolabus e una strada lunga ogni mattina
Il primo aiuto è andato alla scuola d'infanzia di Gargallo, la piccola frazione a nord di Carpi che porta il nome di "Caduti in Guerra". Il motivo è tanto semplice quanto toccante: c'è una famiglia con un bambino affetto da sindrome di Down che ogni giorno deve percorrere la strada da un comune lontano per portarlo a scuola. Un contributo per le spese di trasporto può sembrare poco, ma per quella famiglia significa concretamente poter contare su un aiuto stabile. L'inclusione scolastica, in Italia, è un diritto sancito dalla legge, ma i costi pratici che gravitano attorno a quel diritto ricadono spesso sulle spalle dei genitori. Bene che qualcuno se ne accorga.
Quaranta ore di respiro per chi accudisce un malato di Alzheimer
Il secondo beneficiario è il G.A.F.A., il Gruppo Assistenza Familiari Alzheimer, realtà riconosciuta dalla Regione Emilia-Romagna tra le associazioni di supporto ai caregiver della provincia di Modena. L'Alzheimer è una malattia che non colpisce solo il paziente: devasta lentamente anche chi lo assiste, giorno dopo giorno, spesso senza un attimo di pausa. Il Lions ha finanziato un pacchetto di quaranta ore pensato proprio per dare sollievo a questi familiari invisibili, permettendo loro di staccare, riposare, respirare. Quaranta ore non cambiano una vita, ma possono salvare una persona dall'esaurimento.
La San Vincenzo e la Mensa del Povero: i presidi della povertà silenziosa
Due realtà storiche della solidarietà carpigiana hanno ricevuto il sostegno del club. L'associazione San Vincenzo, presente in tutta Italia attraverso la rete delle Conferenze vincentiane, opera a Carpi a fianco delle famiglie più bisognose con aiuti materiali e vicinanza umana. La Mensa del Povero è invece il luogo dove ogni giorno si distribuiscono pasti caldi e generi alimentari a chi non può permetterseli. In una città come Carpi, che ha conosciuto anni di prosperità economica legata al distretto della moda ma che porta ancora i segni profondi del terremoto del 2012 e delle crisi successive, la povertà silenziosa esiste e non va rimossa dallo sguardo.
L'UNITALSI: accompagnare i malati, non lasciarli soli
Il quinto destinatario è l'UNITALSI, l'Unione Nazionale Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes e Santuari Internazionali. Un nome lungo che nasconde una missione semplice: accompagnare chi è malato nei luoghi di fede, e prendersi cura di lui durante tutto l'anno, non solo nei pellegrinaggi. Una presenza discreta e preziosa, spesso alimentata da volontari anziani che dedicano tempo ed energie a chi è ancora più fragile di loro.
Un bilancio che parla da solo
Cinque destinatari, cinque storie diverse, un unico filo conduttore: la fragilità umana nelle sue forme più concrete. Il Lions Club Alberto Pio non ha finanziato grandi progetti, non ha inaugurato strutture, non ha organizzato convegni. Ha fatto qualcosa di più raro: ha guardato intorno, ha individuato dove il bisogno era reale e urgente, e ha portato i soldi direttamente a chi ne aveva bisogno. In tempi in cui la solidarietà rischia di diventare un esercizio di immagine, questo è un metodo che vale la pena di notare e, soprattutto, di imitare.