Una tradizione che compie 28 anni
Domenica 3 maggio Carpi aprirà le porte alla 28ª edizione del Festival Internazionale delle Abilità Differenti, promosso dalla Cooperativa Sociale Nazareno. Un evento che da quasi tre decenni trasforma la nostra città in un laboratorio di riflessione sulla fragilità umana, dimostrando che anche nei vasi più fragili si nascondono tesori inestimabili. Il tema di quest'anno, "Desideri infiniti, visioni altère", non è solo uno slogan ma una provocazione: come può una società moderna guardare oltre l'apparenza e riconoscere il valore intrinseco di ogni vita? La risposta arriva direttamente dalle testimonianze di chi ha fatto dell'accoglienza una missione quotidiana.
Testimoni di speranza all'Auditorium Loria
Alle 18:30, l'Auditorium Loria ospiterà l'incontro "Chiamati a guardare in alto". Sul palco, persone che hanno trasformato il dolore in speranza: la dottoressa Chiara Locatelli, pediatra neonatologa dell'Ospedale Sant'Orsola di Bologna, Donatella Cappucci, la famiglia Caprari (Maurizio e Tommaso) e Mariagrazia Ghinassi. Coordinati da Sergio Zini, presidente della Cooperativa Nazareno, questi testimoni risponderanno a una domanda che tocca tutti: come vivere il mistero della disabilità senza perdere la fiducia? Le loro storie dimostrano che la realizzazione umana non dipende dalla perfezione fisica, ma dalla capacità di amare e di essere amati.
Ermanno: il monaco che sfidò i pregiudizi dell'XI secolo
Alle 20:00, presso il Seminario Vescovile in corso Manfredo Fanti, si inaugurerà la mostra "Un tesoro in vasi di creta – Ermanno lo storpio chiamato a guardare in alto". Protagonista è Ermanno il Contratto, monaco benedettino dell'XI secolo che visse nel monastero di Reichenau. La sua storia è rivoluzionaria: nato nel 1013 con gravi malformazioni fisiche, in un'epoca in cui i bambini disabili venivano spesso abbandonati, Ermanno fu accolto dalla comunità benedettina. Divenne astronomo, matematico, musicista e, secondo molti studiosi, compositore del "Salve Regina", una delle preghiere mariane più amate della cristianità.
Un esempio di inclusione ante litteram
Ermanno dimostra che l'inclusione non è un'invenzione moderna. I monaci benedettini, mille anni fa, avevano già intuito che ogni persona, indipendentemente dalle sue limitazioni fisiche, porta in sé un dono unico. La sua vita sfida i pregiudizi di ogni epoca: se nel medioevo poteva essere considerato "uno storpio", oggi sarebbe forse etichettato come "diversamente abile". Ma il suo valore umano resta immutato.
Informazioni pratiche
La mostra resterà aperta fino al 10 maggio presso il Seminario Vescovile, con orari mattutini (10:00-12:30) e pomeridiani (16:00-19:00). L'ingresso è gratuito, ma è possibile prenotare visite guidate contattando l'organizzazione. L'evento nasce dalla collaborazione tra la sezione carpigiana di UNITALSI, il Servizio Pastorale delle persone con disabilità della diocesi di Modena-Nonantola e Carpi, e l'associazione La Mongolfiera.
Il giudizio di chi scrive
Ventotto anni di Festival delle Abilità Differenti non sono un caso. Questa manifestazione ha saputo radicarsi nel tessuto sociale carpigiano perché affronta un tema universale: la dignità umana. Non si tratta di buonismo o di politicamente corretto, ma di una verità scomoda per una società che troppo spesso misura il valore delle persone sulla loro produttività. Ermanno il Contratto ci ricorda che il progresso umano non si misura solo in innovazione tecnologica, ma nella capacità di riconoscere e valorizzare ogni vita. Un monaco disabile dell'XI secolo che compone il "Salve Regina" è più rivoluzionario di tanti manifesti contemporanei sull'inclusione. Il Festival non celebra la disabilità, ma la vita nella sua interezza. E questo, in tempi di individualismo sfrenato, è un messaggio che Carpi sa ancora ascoltare e trasmettere.