La salute non può dipendere dal luogo in cui si nasce: a Carpi l'incontro con don Dante Carraro

Sabato 31 ottobre, dalle 10 alle 13, al Polo Tecnologico Universitario di via Corbolani, una mattinata promossa da Medici con l'Africa Cuamm, AIFO, Inclusione e cura e Fondazione Casa del Volontariato sulle disuguaglianze nell'accesso alle cure. Con le testimonianze dei medici volontari.

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La salute non può dipendere dal luogo in cui si nasce: a Carpi l'incontro con don Dante Carraro

Nel mondo 4,6 miliardi di persone non hanno ancora una copertura completa dei servizi sanitari essenziali e 2,1 miliardi affrontano difficoltà economiche legate alle spese per la propria salute. Sono i numeri del rapporto globale di Organizzazione Mondiale della Sanità e Banca Mondiale pubblicato nel dicembre 2025, e sono il punto di partenza dell'incontro Diritto alla salute. Salute globale nei Paesi fragili, in programma a Carpi sabato 31 ottobre dalle 10.00 alle 13.00 al Polo Tecnologico Universitario di via Corbolani, sede carpigiana legata a Unimore.

L'iniziativa nasce nell'ambito di Modena Capitale Italiana del Volontariato 2026, il percorso avviato con il passaggio di testimone da Palermo a Modena, ed è promossa da Medici con l'Africa Cuamm, AIFO, Inclusione e cura e Fondazione Casa del Volontariato, con il coinvolgimento della Fondazione CR Carpi e il patrocinio del Comune di Carpi.

Progressi rallentati

Il tema non riguarda soltanto ospedali, farmaci e personale sanitario, ma anche le condizioni sociali ed economiche che determinano la concreta possibilità di curarsi: povertà, isolamento geografico, discriminazioni, debolezza delle infrastrutture. Secondo l'ultimo rapporto OMS e Banca Mondiale sulla copertura sanitaria universale, tra il 2000 e il 2015 la copertura dei servizi essenziali migliorava a un ritmo medio annuo dell'1,5%, mentre tra il 2015 e il 2023 la crescita si è ridotta allo 0,5%, appena un terzo. Un rallentamento che mette in discussione l'obiettivo della copertura universale entro il 2030.

Medici con l'Africa Cuamm, presente in dieci Paesi africani, nel solo 2025 ha assistito quasi 2,94 milioni di pazienti, con oltre 290mila parti assistiti e circa 592mila visite prenatali, oltre alla formazione di 576 operatori sanitari. Sono dati del Bilancio sociale 2025 dell'organizzazione, presentato nel luglio 2026, che mostrano quanto contino non solo gli interventi di emergenza ma la costruzione di sistemi sanitari locali stabili.

I relatori

Dopo i saluti istituzionali di UNIMORE, Fondazione CR Carpi, Fondazione Casa del Volontariato e Comune, interverrà don Dante Carraro, direttore di Medici con l'Africa, con una relazione dal titolo "Quello che possiamo imparare dall'Africa. La salute come bene comune", che invita a guardare all'esperienza africana anche attraverso le risposte sviluppate dalle comunità e il valore della cooperazione.

A seguire Antonio Lissoni, presidente nazionale di AIFO, parlerà di "Salute globale: approccio per ridurre le disuguaglianze. Ricostruzione delle comunità ed inclusione sanitaria", mettendo al centro il legame tra salute, inclusione e partecipazione. La mattinata, moderata dal giornalista Pierluigi Senatore, sarà arricchita dalle testimonianze di medici volontari che operano nei contesti più complessi, tra scarsità di risorse e difficoltà organizzative.

Perché riguarda anche Carpi

"Abbiamo accolto con grande favore la possibilità di promuovere questo incontro", spiega la presidente di Fondazione Casa del Volontariato Giulia Pellizzari, "perché ci sembra importante proporre una riflessione che colleghi le esperienze internazionali alle responsabilità delle comunità locali. Perché parlare di salute globale significa anche interrogarsi sul significato della solidarietà, sul ruolo della cooperazione e sulla possibilità di costruire società più eque, nelle quali il luogo in cui si nasce o si vive non determini la possibilità di ricevere cure adeguate".

È il nodo pragmatico della mattinata: i dati dicono che la corsa verso la copertura sanitaria universale ha perso velocità proprio nell'ultimo decennio, e che senza sistemi sanitari locali solidi l'emergenza resta una rincorsa. Portare quel confronto in una sala universitaria di via Corbolani significa chiedere anche a Carpi, città con una lunga rete associativa, che cosa può fare concretamente il volontariato di un territorio nell'anno in cui Modena è Capitale Italiana del Volontariato.

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