Una voce, tante storie: a Carpi il canto diventa strumento di comunità


Una voce, tante storie: a Carpi il canto diventa strumento di comunità

C'è un martedì pomeriggio, a Carpi, in cui le voci smettono di essere soltanto voci e diventano qualcosa di più difficile da definire: un legame, una promessa, una piccola conquista quotidiana. Martedì 26 maggio, nella Sala 47 della Fondazione Casa del Volontariato, si è tenuta la Festa del Canto, che ha segnato la conclusione della terza edizione del Corso di canto per persone con fragilità, promosso da A.DI.FA APS insieme a numerose associazioni del territorio carpigiano.

Non era un semplice saggio di fine anno. Era, come si capisce ascoltando chi ha vissuto questa esperienza dall'interno, il racconto di un cammino. Un percorso fatto di impegno, di relazioni e di una scoperta di sé che passa, sorprendentemente, dal diaframma e dalla respirazione.

Crescere insieme, una nota alla volta

A guidare questo percorso è stata Serena Daolio, insegnante del corso, che in tre anni ha visto trasformarsi non solo il progetto ma soprattutto le persone che lo abitano. «Siamo alla terza edizione e le associazioni che hanno aderito sono diventate sempre più numerose», ha spiegato. «È un percorso che riguarda tutti noi ed è una crescita personale oltre che vocale». Parole semplici, ma che restituiscono bene l'essenza di un'iniziativa in cui la tecnica è solo il mezzo: il fine è ben altro.

Tra le voci che si sono alzate nella Sala 47 c'era anche quella di Raffaella Di Lauro, partecipante storica del laboratorio, che con disarmante onestà ha raccontato il suo percorso. «All'inizio abbiamo iniziato con gran fatica, perché non sapevo da dove partire: il canto è tanto respirazione, uso del diaframma. Con Serena, un po' alla volta, abbiamo fatto dei gradini. Adesso non mi sento ancora pronta a cantare da sola, però siamo a un buon punto». In quelle parole c'è tutto: la fatica, la pazienza, la fiducia e quella soddisfazione misurata di chi sa che la strada è lunga, ma sa anche che sta andando nella direzione giusta.

La musica che resta nelle pareti

C'è poi chi questo canto lo ascolta ogni settimana senza farne parte direttamente, ma ne avverte lo stesso il calore. Nadia Bonamici ha raccontato quanto il coro sia diventato parte della vita della struttura che ospita il progetto. «La musica fa aggregazione, la musica fa felicità. Senza musica saremmo molto più tristi», ha detto. E poi ha aggiunto qualcosa che vale la pena di tenere: «Il martedì pomeriggio sentire le vostre voci è veramente un momento di serenità ulteriore, perché non è la musica della radio: sono persone che si stanno impegnando a fare qualcosa insieme».

È una distinzione sottile ma fondamentale. Non musica di sottofondo, ma musica che ha un nome, una storia, un martedì da rispettare.

Il talento giovane e la sinergia con il Conservatorio

A dare spessore musicale all'iniziativa ha contribuito la collaborazione con il Conservatorio Vecchi-Tonelli di Modena e Carpi, istituzione di riferimento per la formazione musicale del territorio con sede anche in via San Rocco a Carpi. Grazie a questa sinergia, il corso ha potuto contare sull'accompagnamento del giovane pianista Samuele Migliaccio, studente del Conservatorio che Serena Daolio ha descritto come «molto bravo», capace di consentire al gruppo di crescere anche sotto il profilo strettamente musicale. Una collaborazione che dimostra come la formazione artistica e l'inclusione sociale possano camminare, volendo, sullo stesso spartito.

Uno sguardo già rivolto a settembre

L'appuntamento della Festa del Canto non è dunque un punto fermo, ma una sosta. Serena Daolio ha già annunciato la volontà di riattivare il corso nel prossimo settembre, allargandolo a nuove realtà associative e aprendo le porte a bambini, giovani e a chiunque voglia sperimentare il canto come occasione di crescita e partecipazione. Una piccola utopia concreta, come si conviene alle cose che funzionano davvero.

L'iniziativa si è svolta con la collaborazione del Conservatorio Vecchi-Tonelli e con il sostegno della Fondazione Casa del Volontariato e della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi, oltre al patrocinio della Città di Carpi, dell'Azienda USL di Modena e di Modena Capitale Italiana del Volontariato 2026, riconoscimento che ha visto la città emiliana ricevere ufficialmente il testimone lo scorso dicembre a Palermo, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Un contesto, quello del volontariato organizzato, in cui iniziative come questa trovano terreno fertile e senso compiuto.

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