Più di 370 alberi e oltre 400 tra siepi e arbusti. È il conto, misurabile e verificabile, di quanto il Comune di Carpi sta piantando nella stagione agraria in corso per ampliare quella che gli urbanisti chiamano infrastruttura verde e che i cittadini, più semplicemente, riconoscono come ombra, aria più respirabile, spazi dove camminare. Un investimento complessivo di 624 mila euro, con lavori da completare entro marzo 2027.
Il nuovo bosco sulla Romana nord
L'intervento più esteso è già stato completato in questi giorni, nell'area comunale compresa tra la statale Romana nord e la tangenziale 12 luglio 1944: 12.200 metri quadrati di verde, con 226 alberi già di taglia adulta, con una circonferenza minima del tronco tra i 12 e i 14 centimetri, e 240 arbusti. Non un semplice filare di mitigazione: il disegno prevede percorsi sinuosi che attraversano le zone boscate e conducono a piccole radure aperte, fruibili dai cittadini. Le specie sono autoctone, scelte per la capacità di assorbimento di anidride carbonica e polveri sottili, e sono state disposte su filari sinusoidali che lasciano alle chiome lo spazio per svilupparsi naturalmente, riducendo al minimo potature e manutenzione. Il valore dell'opera è di circa 220 mila euro, interamente finanziati da un privato come opera di compensazione ambientale: denaro che non esce dalle casse comunali.
Cappuccina e via Nuova Ponente
Al parco della Cappuccina arriveranno cento nuovi alberi, organizzati in un disegno unitario con arbusti e siepi fiorite; alcuni formeranno un boschetto dai rami penduli nell'area nord ovest, in collegamento con la zona già boscata. Costo previsto: 89.865 euro.
Più articolato il cantiere nell'area dell'ex campo nomadi di via Nuova Ponente, dove si procederà alla desigillazione di 3.200 metri quadrati oggi coperti da asfalto. Al posto del bitume andranno a dimora 171 piante scelte tra specie adatte al contesto locale: 52 alberi, tra farnie e tigli selvatici, e 119 arbusti. L'intervento vale 315 mila euro, la voce più costosa delle tre, proprio perché togliere l'asfalto e restituire permeabilità al suolo costa più che piantare in campo aperto. A questi tre cantieri si aggiungono nuove piantumazioni nei Giardini del Teatro, in piazzale Baracchi e al parco delle Nazioni.
Il patto per la biodiversità
Le piantumazioni sono state presentate martedì 20 ottobre all'Auditorium Loria, nell'incontro pubblico Ecosistema Carpi. Nella stessa giornata il sindaco Riccardo Righi e il presidente di Legambiente Emilia Romagna Davide Ferraresi hanno sottoscritto il Patto per la biodiversità NatConnect2030, progetto promosso da Legambiente Lombardia nell'ambito del programma europeo Life, che punta a consolidare la gestione integrata della Rete Natura 2000 attraverso il ripristino ecologico di habitat e specie, il rafforzamento delle connessioni ecologiche, l'adattamento ai cambiamenti climatici e la riduzione dell'impatto delle specie aliene invasive. Si tratta di un programma di lungo respiro: come indicato nella documentazione ufficiale del progetto, LIFE NatConnect2030 è cofinanziato dall'Unione Europea, coordinato dalla Regione Lombardia con 16 partner e il supporto di Fondazione Cariplo, dura nove anni, da gennaio 2024 a dicembre 2032, e coinvolge Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna e la Provincia autonoma di Trento.
Cosa cambia per chi vive qui
Il giudizio, a bocce ferme, è pragmatico. Un bosco di 12.200 metri quadrati non risolve da solo la questione della qualità dell'aria in pianura padana, e le piante messe a dimora oggi daranno beneficio pieno tra anni, non tra mesi. Ma due scelte meritano di essere segnalate: l'uso di alberi già grandi, che accorcia i tempi di effetto, e la desigillazione di via Nuova Ponente, che riporta a suolo permeabile un'area asfaltata invece di consumarne di nuova. È la differenza tra piantare alberi come gesto simbolico e usarli come infrastruttura. La verifica, per i carpigiani, arriverà nei prossimi anni: non sulla data di posa, ma su quante di quelle 770 piante saranno ancora vive e in salute.