Di notte, nei corridoi di una casa residenza per anziani, il silenzio è ingannevole. Una persona con demenza che si alza dal letto alle tre del mattino può essere semplicemente disorientata oppure a un passo da una caduta. Da oggi, alla CRA Il Carpine di Carpi, quel momento ha un testimone in più: si chiama Ancelia, è una piattaforma basata sull'intelligenza artificiale, e il suo compito è segnalare agli operatori i movimenti potenzialmente a rischio.
Il primo sistema in provincia di Modena
La presentazione ha riscosso grande interesse, e non è difficile capire perché: si tratta del primo sistema di questo tipo attivato in provincia di Modena, dentro il Nucleo Specialistico Demenze della struttura carpigiana. Ancelia è stata sviluppata dalla startup italiana TeiaCare ed è pensata su misura per le strutture sociosanitarie: è già presente su 11.000 posti letto in Italia, e i primi ventidue della provincia sono proprio qui a Carpi.
Il funzionamento, spiegato senza fronzoli, è questo: il sistema monitora in maniera discreta i movimenti degli ospiti durante le ore notturne e fornisce agli operatori informazioni utili per individuare situazioni di potenziale rischio e prevenire le cadute. Non telecamere che spiano, non un robot che sostituisce l'infermiere di notte. Uno strumento che affianca.
Un anno e mezzo di lavoro e una donazione in memoria
Il progetto è stato fortemente voluto da Domus Assistenza. Il presidente Guido Gilli ha ripercorso la nascita dell'iniziativa, partita circa un anno e mezzo fa da un confronto sulle esigenze del Nucleo Specialistico Demenze. «L'obiettivo era individuare uno strumento capace di migliorare l'assistenza agli ospiti e, allo stesso tempo, permettere agli operatori di gestire meglio le situazioni, dedicando più tempo alla relazione e alla cura», ha spiegato.
L'investimento, di alcune decine di migliaia di euro, è stato reso possibile dal contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi attraverso un apposito bando e dalla donazione della famiglia Lugli, in memoria di un ex ospite della struttura. Un dettaglio che vale la pena sottolineare: la tecnologia più avanzata della provincia è arrivata al Carpine anche grazie al gesto di una famiglia che ha scelto di trasformare un lutto in qualcosa di utile per chi resta.
Il timore di fondo, e la risposta
La domanda che tutti si fanno, quando si mettono insieme le parole intelligenza artificiale e anziani fragili, è sempre la stessa: adesso tagliano il personale? «La tecnologia non sostituisce il lavoro, la competenza e la presenza degli operatori, ma li affianca e li supporta, consentendo di dedicare ancora più attenzione all'ascolto, alla relazione e ai momenti di socialità», è stato ribadito durante l'incontro.
Un concetto condiviso dalla dottoressa D'Avolio, che ha evidenziato come l'innovazione possa contribuire a organizzare meglio il tempo degli operatori e a valorizzarne il lavoro quotidiano. Dello stesso avviso la dottoressa Turci, in rappresentanza dell'Azienda USL di Modena, che ha sottolineato l'entusiasmo con cui il personale del nucleo ha accolto la nuova tecnologia, considerandola un'opportunità per investire le proprie energie in modo ancora più mirato.
Carpi apripista, con un seguito già scritto
Soddisfazione anche dall'assessora Tamara Calzolari, che ha ricordato l'impegno dell'Unione Terre d'Argine nel promuovere l'utilizzo delle nuove tecnologie nei servizi per anziani, citando le sperimentazioni già avviate al Care Residence di Novi e quelle in programma a Carpi in collaborazione con l'Università di Modena. «La tecnologia è un sostegno all'operatore, affinché abbia sempre più tempo, disponibilità ed energie da dedicare all'ospite», ha detto, auspicando che l'esperienza del Carpine sia una partenza per estendere l'innovazione ad altre strutture della rete.
Il giudizio
Il Carpine è una casa residenza autorizzata ad accogliere complessivamente 61 posti letto accreditati, tra non autosufficienti, utenti ad elevata assistenza sociosanitaria e progetti temporanei, con una parte dedicata ad Alzheimer e gravi disturbi comportamentali. I ventidue posti coperti da Ancelia sono dunque una porzione, non l'intera struttura: un esperimento vero, non una vetrina. E il metro di giudizio, alla fine, sarà semplice e misurabile, cioè quante cadute notturne in meno e quanto tempo in più gli operatori riusciranno davvero a passare accanto agli ospiti. Se i numeri confermeranno le promesse, il resto della rete farà bene a seguire. Se non lo faranno, nessun algoritmo potrà raccontarcela diversamente.