Ci sono esordi che profumano di precarietà, di rodaggi ancora da oliare e di gerarchie tutte da scrivere. E poi c'è l'esordio della Primavera del Carpi, che in quel di Pesaro ha avuto il sapore di una dichiarazione d'intenti bella e netta: 0-2 alla Vis Pesaro, tre punti in cascina e la sensazione che mister Gian Loris Rossi abbia già messo parecchia carne al fuoco.
Due minuti di fuoco
La partita, va detto, non era nata sotto i migliori auspici per gli spettatori neutrali: primo tempo di studio, possesso palla ragionato, geometrie ancora da registrare. Poi, al minuto 60, il lampo: Roli si accende e infila Tato' con la precisione di un orologiaio svizzero. Passano appena centoventi secondi e il numero 9 biancorosso concede il bis, chiudendo virtualmente la contesa. Quando un attaccante segna due gol in due minuti, non è fortuna: è fame. E Roli, ieri pomeriggio, aveva il classico appetito di chi ha trascorso l'estate a sognare questi momenti.
La diga Perta
Se l'attacco ha fatto il suo dovere, là dietro la porta è rimasta inviolata. Perta tra i pali ha trasmesso sicurezza a tutto il reparto, ben orchestrato dai centrali Viti e Dattilo. La Vis Pesaro, pur con qualche sussulto, non ha mai dato l'impressione di poter riaprire davvero la partita. E quando gli avversari non ti fanno male, vuol dire che la fase difensiva funziona: pressing ordinato, diagonali puntuali, ripartenze pulite.
La regia di Rossi
Rossi ha gestito la panchina con il piglio dell'allenatore che sa leggere i momenti. I cambi sono arrivati al momento giusto: Pracek al 59' per Farioli ha portato freschezza proprio alla vigilia dei due gol, mentre Benassi e Wiredu al 68' hanno blindato un centrocampo che rischiava di allentare la presa. Gli ingressi finali di Maurantonio e Muto per Fiori e Roli sono stati il sigillo di una gestione oculata: tutti dentro, tutti partecipi, tutti utili alla causa.
Ora la Primavera può guardare avanti con legittimo ottimismo. Il campionato è lungo, pieno di insidie, e un esordio vittorioso non regala certezze assolute. Ma vincere così, fuori casa, con personalità e cinismo, è un biglietto da visita che pesa. Il prossimo appuntamento dirà se questi ragazzi hanno davvero la stoffa per sognare in grande. Intanto, buona la prima. Anzi, ottima.