Al posto dei regali di nozze, una somma da donare agli infermieri che entrano ogni giorno nelle case dei malati. L'hanno chiesto ai loro invitati Simonetta e Paolo, coppia di Carpi, e con quei soldi il Servizio di Assistenza Domiciliare Integrata (SADI) del Distretto carpigiano ha comprato due strumenti: un frigorifero dedicato alla conservazione dei farmaci e un doppler vascolare.
È il secondo a cambiare di più il lavoro quotidiano. Il doppler permette di valutare la circolazione arteriosa periferica senza esami invasivi, misurando l'indice caviglia-braccio. Nei pazienti con ulcere agli arti inferiori serve a capire quale trattamento sia più adatto e se si possa ricorrere in sicurezza alla terapia compressiva; aiuta anche nella gestione del linfedema e, quando emerge il sospetto di una compromissione arteriosa importante, consente di segnalare subito la necessità di una valutazione specialistica.
La differenza è che ora tutto questo si può fare a casa della persona assistita, senza spostarla. Il servizio, coordinato da Irma Monia Spattini, nel corso del 2026 ha preso in carico oltre 2mila persone, per circa 16mila accessi domiciliari.
"Un gesto di grande attenzione verso il servizio sanitario pubblico, i suoi professionisti e soprattutto le persone che, per condizioni di fragilità o problemi di salute, hanno bisogno di assistenza e cure a domicilio", commenta Stefania Ascari, direttrice del Distretto di Carpi, incarico che ricopre dal dicembre 2016.