Bastava aspettare l'autunno. Con il fogliame che si dirada e le chiome degli alberi che restano scoperte, nel parco della sede della Polisportiva Sanmarinese, in traversa San Lorenzo, è comparsa una presenza che d'estate la vegetazione fitta teneva nascosta: una famiglia di parrocchetti monaco (Myiopsitta monachus), cinque esemplari dal piumaggio verde brillante, avvistata in questi giorni.
È la stessa società sportiva a darne notizia, sottolineando un dettaglio che vale più di una curiosità: non si esclude che il gruppo frequenti il parco da più tempo di quanto finora si sapesse, e che a cambiare non sia stata la presenza degli uccelli ma semplicemente la possibilità di vederli.
Chi sono i nuovi ospiti
Il parrocchetto monaco è un pappagallo originario del Sudamerica, oggi presente in numerose città europee. Vive in piccoli gruppi familiari e si riconosce per i richiami forti e vivaci. La sua particolarità, unica tra i pappagalli, è la costruzione di nidi di rametti, anche di grandi dimensioni, spesso condivisi tra più coppie e collocati sulla sommità degli alberi.
Le regole per guardarli senza disturbare
La Polisportiva invita soci, frequentatori e cittadini a osservare i nuovi ospiti con rispetto: a distanza, senza disturbarli, senza avvicinarsi ai nidi e senza offrire loro cibo, per lasciare che la colonia si muova in modo naturale nel proprio ambiente.
Chi avesse occasione di vedere i parrocchetti o di fotografarli è invitato a inviare le immagini alla società, che intende raccogliere una piccola documentazione fotografica dei nuovi abitanti del parco. Il recapito è quello della sede di traversa San Lorenzo 1/A, telefono 059680914, oppure la casella polisportivasanmarinese@gmail.com.
Un piccolo osservatorio a due passi dalla città
Il dato pragmatico è semplice: cinque esemplari non sono una colonia e non fanno notizia da emergenza. Ma il modo in cui la Sanmarinese, associazione sportiva dilettantistica attiva dal 1948 nel ciclismo, ha scelto di gestire la cosa, informare, chiedere prudenza e raccogliere fotografie, trasforma un avvistamento casuale in un piccolo censimento condiviso. Per i carpigiani che attraversano quel parco è l'occasione di guardare in alto e accorgersi che la città ha inquilini di cui sappiamo ancora poco.