Dispositivi medici più facili da usare, robotica che alleggerisce il lavoro negli ospedali, tecnologie provate direttamente da chi le deve indossare o adoperare. È questo il cuore del nuovo Accordo Quadro di collaborazione scientifica dedicato a ricerca, sviluppo e innovazione tecnologica in ambito sanitario, sottoscritto dalle tre Aziende sanitarie della provincia di Modena, Azienda USL, Azienda Ospedaliero-Universitaria e Ospedale di Sassuolo S.p.A., insieme alla Fondazione Democenter.
Il perno operativo è il Tecnopolo Mario Veronesi di Mirandola, la divisione biomedicale di Democenter, cuore di un distretto che in provincia rappresenta una delle specializzazioni industriali più riconosciute. L'intesa amplia un percorso già avviato: dal 2014 esistono accordi tra l'Ausl e Democenter per progetti di ricerca nel settore biomedicale e nelle tecnologie per la salute. Nel 2025 una visita dei Direttori generali Mattia Altini e Luca Baldino al Tecnopolo ha rafforzato la volontà di tutte le Aziende sanitarie di sperimentare un modello più efficiente per cogliere le opportunità di ricerca e realizzare progetti di comune interesse. Altini guida l'Azienda USL di Modena dal 1° febbraio 2025, stessa data di insediamento di Baldino alla guida dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria.
Dalla corsia al laboratorio, e ritorno
Alla presentazione sono intervenuti, oltre ai due Direttori generali, il Direttore amministrativo dell'Ospedale di Sassuolo Spa Gianluca Bagnoli, Giuliana Gavioli, Manager del Tecnopolo di Mirandola e Presidente ITS Academy, il Sindaco di Mirandola Letizia Budri e Fabio Braglia, Presidente della Provincia di Modena e vicepresidente della Conferenza territoriale sociale e sanitaria, insieme ai professionisti sanitari dell'Ospedale e del territorio di Mirandola e del Tecnopolo.
Un esempio concreto riguarda l'usability, illustrata dalla dottoressa Elisa Resca del Tecnopolo: misura quanto un dispositivo sia semplice da capire, utilizzare, applicare, indossare, perché l'utente finale, cittadino o professionista sanitario, deve poterlo usare in sicurezza limitando la possibilità di errori. L'accordo consentirà di sperimentare nei laboratori, con le aziende produttrici, il personale sanitario e il coinvolgimento dei pazienti, dispositivi o componenti tecnologiche da rendere più comprensibili, comode e sicure.
Un secondo esempio arriva dalla Citopatologia dell'Ausl, diretta dalla dottoressa Nazzarena Bigiani: i professionisti del servizio, insieme a ITS e Unimore, hanno elaborato un prototipo robotico capace di eseguire un'azione meccanica e ripetitiva, con un risparmio di tempo e risorse per gli operatori.
Che cosa prevede l'intesa
La collaborazione permetterà di testare, valutare e co-progettare nuove tecnologie e dispositivi medici, sia in fase di sviluppo sia già sul mercato, verificandone sicurezza, usabilità e impatto sui percorsi di cura. Sono previsti inoltre la segnalazione dei bisogni assistenziali da parte delle Aziende sanitarie, attività di simulazione avanzata per la formazione del personale e progetti legati al riciclo e alla sostenibilità dei materiali usati in sanità, con ricadute dirette sulla gestione dei rifiuti sanitari. Tra le prospettive indicate anche strumenti digitali per migliorare la presa in carico dei pazienti cronici, partendo dai bisogni segnalati dai professionisti dei servizi territoriali.
Le progettualità saranno valutate da un Board Scientifico Unico composto da professionisti delle tre Aziende sanitarie, che ne verificherà la coerenza con gli obiettivi clinici e organizzativi. Per i progetti sulla dimostrazione di usabilità dei dispositivi la valutazione spetterà alle Direzioni aziendali e ai servizi tecnici, con l'obiettivo di garantire tempi rapidi alle imprese coinvolte.
Le voci
«Questo accordo rappresenta un passo decisivo per il nostro territorio», osservano i Direttori generali Mattia Altini, Luca Baldino e Stefano Reggiani. «Unire le competenze delle Aziende sanitarie modenesi con la capacità di ricerca e innovazione della Fondazione Democenter significa creare un ecosistema in cui i bisogni clinici incontrano le soluzioni tecnologiche più avanzate. È un investimento strategico che rafforza la qualità delle cure, accelera il trasferimento dell'innovazione nei servizi e valorizza il patrimonio unico del distretto biomedicale mirandolese».
«Questo accordo consolida una collaborazione pluriennale e rafforza la possibilità di tradurre i bisogni che emergono dalle aziende sanitarie e dalle imprese in progetti di innovazione», dichiara Giuliana Gavioli. «Il Tecnopolo e ITS mettono a disposizione laboratori, ambienti di simulazione e competenze specialistiche per testare dispositivi, sviluppare prototipi e coinvolgere professionisti nella valutazione delle nuove tecnologie».
Va segnalato che il comunicato attribuisce la dichiarazione congiunta anche a Stefano Reggiani come Direttore generale, mentre per l'Ospedale di Sassuolo Spa alla presentazione viene indicata la presenza del Direttore amministrativo Gianluca Bagnoli.
Perché riguarda anche Carpi
L'accordo coinvolge l'intero sistema sanitario provinciale, quindi anche i servizi dell'Azienda USL che operano a Carpi e nelle Terre d'Argine. Il valore per i cittadini non sta nell'annuncio, ma nella capacità di accorciare davvero i tempi fra il bisogno rilevato in corsia o in un ambulatorio territoriale e la soluzione utilizzabile: strumenti più semplici da usare riducono gli errori, la robotica applicata a compiti ripetitivi libera tempo di professionisti che oggi scarseggiano, i materiali più sostenibili pesano sui costi e sui rifiuti. Il dato storico, undici anni di accordi fra Ausl e Democenter a partire dal 2014, dice che la collaborazione non nasce oggi. La differenza, stavolta, la faranno i progetti che arriveranno nei reparti e nei servizi, e i tempi con cui ci arriveranno.