Chi arriva a Fossoli per visitare il Campo potrà d'ora in poi essere accompagnato anche nell'area naturalistica che gli sta a poche centinaia di metri, e viceversa. È il senso del protocollo d'intesa firmato dalla Fondazione Fossoli e da Panda Carpi APS, l'associazione che gestisce l'Oasi La Francesa, per mettere in relazione in modo stabile due patrimoni che finora hanno camminato separati pur condividendo la stessa frazione.
A firmare sono stati la direttrice della Fondazione Chiara Ferrari, arrivata alla guida della struttura operativa dell'ente che gestisce Campo di Fossoli, Museo Monumento al Deportato ed ex Sinagoga, e il presidente di Panda Carpi Gianni Guerzoni.
Il Campo, luogo centrale nella storia della deportazione, richiama visitatori, scolaresche e gruppi interessati alle vicende del Novecento. L'Oasi, nata nel 2005, è un'area protetta di oltre 23 ettari con un lago di circa 8 ettari, boschi, acquitrini, radure e prati, percorsi didattici accessibili anche alle persone con disabilità e un centro di osservazione per il birdwatching.
«La vicinanza tra il Campo e l'Oasi è una risorsa che merita di essere valorizzata», dice Ferrari. «Mettere in relazione questi spazi significa offrire ai visitatori nuove opportunità di conoscenza e, nello stesso tempo, promuovere una visione del territorio nella quale la tutela della memoria storica e quella dell'ambiente possono dialogare e sostenersi reciprocamente».
Il protocollo elenca gli ambiti su cui le due realtà potranno lavorare: percorsi didattici integrati per le scuole di ogni ordine e grado, incontri, conferenze, laboratori, visite guidate ed eventi pubblici, oltre a momenti di formazione per docenti, educatori, operatori culturali e volontari. Tra i temi indicati come terreno comune ci sono memoria storica, diritti umani, educazione alla pace, cittadinanza attiva e sostenibilità ambientale.
Per ora l'accordo fissa la cornice: le singole iniziative verranno definite e concordate volta per volta dalle due organizzazioni.