C'è qualcosa di profondamente italiano nel portare Verdi e Puccini dall'altra parte del mondo, in una sala da concerto australiana, e sentirsi rispondere con cinquecento persone in piedi ad applaudire. È quello che è successo domenica 28 giugno a Perth, in Australia Occidentale, dove si è concluso con il concerto "Viva l'Italia, The music of Verdi e Puccini" il progetto triennale "Polimnia, l'Opera per tutti!", una delle scommesse culturali più ambiziose mai lanciate da un istituto musicale del territorio modenese.
A fare da protagonista è il Conservatorio di Musica "Luciano Pavarotti", l'istituto che i carpigiani e i modenesi hanno conosciuto per decenni come Conservatorio "Vecchi-Tonelli" e che oggi porta con orgoglio il nome del tenore più celebre del mondo. A guidarlo è il direttore Giuseppe Fausto Modugno, che ha creduto fin dall'inizio in questa avventura europea.
Un milione di euro per l'opera nel mondo
Il progetto "Polimnia" non è nato per caso. Ha avuto alle spalle oltre un milione di euro di finanziamenti europei del PNRR, quei fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che in troppi casi finiscono in rivoli burocratici senza lasciare traccia. Qui invece la traccia si sente, e si sente bene: tre anni di attività didattiche e di promozione culturale che hanno portato la bandiera della musica italiana in Giappone, Lituania, Vietnam e Australia, oltre naturalmente all'Italia.
I concerti finali in ogni paese coinvolto hanno rappresentato il sigillo artistico di un lavoro capillare: a Modena lo scorso marzo, poi nelle città giapponese di Tsu, nella lituana Alytus, nelle vietnamite Hue e Hanoi, e infine Perth. Una tournée che avrebbe fatto invidia a molte fondazioni liriche ben più blasonate e finanziate.
Sold out nella sala di Perth
Lo spettacolo australiano è stato organizzato in collaborazione con Maestria Productions e ha ricevuto il patrocinio del Consolato Italiano dell'Australia Occidentale. Sul palco della Taryn Fiebig Concert Hall, una delle sale più raffinate di Perth ospitata alla Churchlands Senior High School, con una capacità di 504 posti e un'acustica da fare invidia, si sono esibiti protagonisti di rango.
L'Orchestra Armonia and Choir di Perth diretta dal maestro Mark Coughlan ha fatto da cornice sonora a due voci che hanno incantato il pubblico australiano: la soprano modenese Maria Francesca Rossi e il celebre tenore australiano Paul O'Neill. Arie, cori e ouverture tratte dalle opere più amate di Puccini e Verdi hanno riempito la serata, che si è conclusa con una standing ovation di tutti i cinquecento spettatori presenti. Sold out, dunque. Non male per un conservatorio emiliano che molti, fuori dalla regione, faticano ancora a collocare sulla mappa.
Il valore di un sistema che funziona
Vale la pena fermarsi un momento su quello che questo progetto rappresenta al di là del concerto. Il sistema AFAM, ovvero l'Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica, conta in Italia 70 conservatori statali: un patrimonio enorme, spesso sottovalutato, spesso finanziato con il contagocce. Il fatto che un conservatorio come quello di Modena e Carpi, città di medie dimensioni in una regione che di musica se ne intende, sia riuscito a costruire attorno a sé una rete internazionale capace di arrivare fino in Australia, è un dato che non si dovrebbe liquidare con un applauso e dimenticare.
Il PNRR ha fornito le risorse, ma le risorse da sole non bastano: servono la visione, le competenze e la rete di relazioni che evidentemente questo istituto ha saputo costruire nel tempo. Con buona pace di chi pensa che i conservatori siano anacronistici depositi di spartiti polverosi.
Il nome di Luciano Pavarotti, che di Modena era figlio e che al mondo intero ha dato lezioni di cosa significhi cantare con l'anima, aleggiava sulla Taryn Fiebig Concert Hall domenica sera. Forse non è un caso che proprio sotto la sua insegna il conservatorio abbia scelto di chiudere il cerchio dall'altra parte del globo.