Le prime ore della giornata, negli spazi del Palazzo della Delegazione Municipale di Rovereto sulla Secchia, hanno cambiato ritmo. Da lunedì scorso sono entrate nel vivo le mattinate didattiche dedicate agli studenti nell'ambito di DOBLE, la mostra di arte contemporanea che per alcune ore al giorno chiude le porte al pubblico e le apre agli istituti scolastici del territorio.
Centinaia di studenti attraversano le sale partecipando a visite guidate costruite per stimolare un confronto diretto e aperto con i linguaggi dell'arte contemporanea. Quest'anno i ragazzi hanno potuto ammirare le opere di Evelyn Daviddi, Sara Lepore, Benjamin Rossignol e PAMCOC: quattro ricerche distinte, che diventano altrettante occasioni per osservare tecniche diverse e mettere a confronto il proprio sguardo con quello degli artisti esposti.
Un dialogo con gli addetti ai lavori
L'appuntamento, consolidato nel calendario dell'iniziativa, porta gli studenti a dialogare con gli addetti ai lavori, trasformando il percorso espositivo in un'esperienza didattica viva. «È una grande soddisfazione vedere come ogni anno riusciamo ad accompagnare i ragazzi alla scoperta delle infinite sfumature dell'arte contemporanea», sottolinea Daniel Bund, ideatore dell'iniziativa e presidente di doble APS. «Il nostro obiettivo è proprio questo: mostrare agli studenti autori con stili e poetiche molto diverse tra loro, offrendo spunti di riflessione e chiavi di lettura sempre nuove».
La mostra è organizzata da Daniel Bund e curata da Andrea Saltini, con un allestimento dal forte impatto visivo pensato anche per accogliere le classi.
Quando andare
DOBLE prosegue fino al 25 ottobre, con aperture il sabato dalle 17 alle 19 e la domenica dalle 11 alle 13 e dalle 17 alle 19. L'ingresso è gratuito.
Per le famiglie delle Terre d'Argine e per chi da Carpi si sposta volentieri di pochi chilometri, è un'occasione concreta e a costo zero per vedere arte contemporanea di ricerca fuori dai circuiti delle grandi città. E il dato più interessante resta quello delle mattinate: portare le classi davanti alle opere, con qualcuno che le racconta, è il modo più efficace per far sì che un museo o una mostra non restino, per un ragazzo, un luogo estraneo.