Il prossimo 16 maggio, al Centro sociale Loris Guerzoni di via Genova, Carpi si prepara ad affrontare una delle sfide più significative del nostro tempo: come trasformare l'invecchiamento demografico da problema sociale a opportunità per tutta la comunità. La giornata di studio "Dopo i 70: un'età da reinventare e il ruolo della comunità" promette di essere molto più di un convegno accademico - sarà un vero e proprio laboratorio di idee per ripensare il futuro dei nostri anziani.
Una sfida senza precedenti
L'iniziativa, organizzata dall'Università della Libera Età "Natalia Ginzburg" insieme al Centro Loris Guerzoni, con il patrocinio del Comune e il sostegno della Fondazione CR Carpi, nasce da una necessità urgente. I numeri parlano chiaro: stiamo vivendo un invecchiamento demografico senza precedenti che richiede un ripensamento radicale del ruolo della società. La mattinata, che inizierà alle 8.30, vedrà intervenire esperti di primo piano. Dopo i saluti delle autorità, sarà la psicologa Nora Marzi, coordinatrice delle Palestre della Memoria dell'Unione, ad aprire i lavori con una riflessione su "Un'età da re-inventare: analisi e aspetti psicologici".
Un programma ricco di esperienze concrete
Il convegno non si limiterà alle analisi teoriche. La neuropsicologa Petra Bevilacqua affronterà il tema della prevenzione primaria del disturbo cognitivo, mentre Raul Colli, presidente del Circolo Graziosi, illustrerà il ruolo fondamentale dei centri sociali e ricreativo-culturali. Particolarmente interessanti saranno gli interventi di chi vive quotidianamente questa realtà: Mirko Gavioli e Luciana Baracchi, tutor delle Palestre della Memoria, condivideranno le loro esperienze dirette. Nadia Sacchi, volontaria dell'Università Natalia Ginzburg, parlerà delle opportunità culturali e ricreative, mentre Federico Ferrari, agrotecnico degli orti dell'Unione, presenterà il nuovo progetto "Coltivare comunità".
Le Palestre della Memoria: un modello che funziona
Dalle ricerche emerge un dato incoraggiante: le Palestre della Memoria, già attive a Carpi e Soliera, stanno dimostrando la loro efficacia. Questi spazi di prevenzione attiva del decadimento cognitivo vedono gruppi di anziani impegnati settimanalmente in esercizi di stimolazione delle funzioni cognitive, supportati da volontari formati dalle neuropsicologhe del Centro Disturbi Cognitivi dell'Ausl di Modena. Il successo è tale che il modello si sta estendendo: recentemente anche il Centro di promozione sociale Cibeno Pile ha sottoscritto un accordo triennale con l'Ausl per attivare una nuova Palestra della memoria.
Le sfide da affrontare
Tuttavia, non mancano le criticità. Il calo costante dei volontari rappresenta una minaccia concreta per la continuità dei servizi. Come sottolineano gli organizzatori, è necessario incentivare il coinvolgimento delle nuove generazioni e valorizzare il contributo individuale in un'ottica collettiva e innovativa. La soluzione passa attraverso una maggiore collaborazione tra operatori sociali, volontari e amministratori, con l'obiettivo di creare una società solidale capace di adattarsi ai cambiamenti demografici.
Un futuro da costruire insieme
La giornata si concluderà con l'intervento di Tamara Calzolari, assessora comunale all'integrazione socio-sanitaria e salute, che dovrà tracciare le linee future dell'intervento pubblico in questo settore. L'obiettivo finale è ambizioso ma necessario: garantire che nessuno venga lasciato indietro in questa "vecchiaia lunga e dinamica". La comunità può e deve fungere da punto di riferimento attraverso spazi di aggregazione, servizi mirati che contrastano l'isolamento, e formazione digitale gestita dalle associazioni di volontariato. Perché, come ci insegna l'esperienza carpigiana, invecchiare non significa necessariamente ritirarsi: può diventare l'occasione per reinventarsi e continuare a dare il proprio contributo alla società.