Cent'anni di pennelli (quasi): il Centro Arti Figurative di Migliarina torna in mostra a Palazzo Pio


Cent'anni di pennelli (quasi): il Centro Arti Figurative di Migliarina torna in mostra a Palazzo Pio

C'è qualcosa di profondamente civile, e persino commovente, nel fatto che ogni anno, puntuale come le rondini, il Centro Arti Figurative di Migliarina torni a esporre il frutto del proprio lavoro nel cuore di Carpi. Sabato 13 giugno, alla sala espositiva ex Poste di Palazzo Pio, si è tenuto il taglio del nastro della consueta mostra di fine corso, con oltre 120 opere di 35 allievi schierate lungo le pareti come una piccola, orgogliosa parata dell'ingegno carpigiano.

Dipinti, sculture e mobili salvati dal tempo

La rassegna raccoglie il meglio dei laboratori dell'anno: dipinti, disegni, sculture, ceramiche e, non meno interessanti, i mobili restaurati dalla sezione diretta da Amedeo Pantaleoni. Il restauro del mobile è una di quelle discipline che sembrano uscite da un'altra epoca, eppure qui a Carpi sopravvive con dignità e perizia, a ricordare che il bello non si butta, si cura.

I corsi di disegno, pittura e incisione sono stati guidati da Alberto Cova e da Gian Paolo Sabbadini, che ha preso il timone in corsa sostituendo Enrica Melotti, tra i fondatori del Centro, costretta a fermarsi per problemi personali. La Melotti, pittrice e calcografa nata a Carpi nel 1942, è figura di riferimento dell'incisione emiliana, e la sua assenza è stata avvertita. Il corso di scultura è rimasto nelle mani competenti di Guido Marmiroli.

Il ricordo del maestro Merighi

A presiedere la cerimonia, con la soddisfazione discreta di chi sa di avere costruito qualcosa di duraturo, il presidente Franco Setti, che ha annunciato una piccola sezione dedicata alla memoria del maestro Merighi, insegnante stimato e apprezzato del Centro negli anni passati. Un gesto di riconoscenza che dice molto sul carattere di questa istituzione: qui non si dimentica chi ha insegnato a guardare.

E poi c'è la data che Setti ha lasciato cadere quasi per caso, ma con la consapevolezza di chi sa quanto pesi: nel 2028 il Centro Arti Figurative compirà cinquant'anni di attività. Mezzo secolo di pennelli, argilla, bulini e pazienti mani di allievi che imparano, riscoprono e, a volte, si stupiscono di sé stessi. Non molte istituzioni culturali locali possono vantare un simile traguardo.

L'assessore e lo spazio ritrovato

All'inaugurazione era presente l'Assessore alla Cultura del Comune di Carpi, Giuliano Albarani, che ha colto l'occasione per sottolineare il doppio valore dell'iniziativa. Da un lato, la sala ex Poste di Palazzo Pio torna a fare quello per cui è stata rinnovata e destinata alla città: ospitare cultura, non archiviare pratiche. Dall'altro, ha ricordato come il Centro rappresenti un esempio raro di istituzione che unisce risultati estetici, crescita artistica individuale e aggregazione comunitaria.

Parole giuste, e non di circostanza. In un'epoca in cui si tende a misurare il valore culturale in termini di grandi eventi e numeri da festival, una scuola d'arte di quartiere che ogni anno porta 35 persone a esporre le proprie opere in una sede pubblica del centro storico è una risposta concreta e silenziosa a molte domande sulla coesione sociale. Vale la pena andarci a vedere, e non solo per educazione.

Orari e ripresa dei corsi

La mostra resterà aperta al pubblico fino al 21 giugno 2026. Gli orari sono i seguenti: martedì e giovedì dalle 16 alle 19, sabato e domenica dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19. L'ingresso è, come si conviene a queste occasioni, libero.

Per chi volesse poi passare dall'altra parte del banco, il Centro ha già comunicato che le lezioni riprenderanno dopo la pausa estiva a partire da giovedì 1° ottobre. C'è tempo per pensarci, ma non troppo.

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