C'è un pezzo di Carpi che porta ancora nei mattoni l'eco della fondazione, quel 15 agosto 1908 in cui la Cooperativa Muratori e Braccianti muoveva i primi passi in un'Italia che si affacciava al secolo breve. Oggi quell'area, 61mila metri quadrati in via Carlo Marx, è in buona parte uno scheletro produttivo, capannoni dismessi e spazi sottoutilizzati. Ma da qualche settimana ha cominciato a circolare una parola che a Carpi non si sentiva da tempo: rinascita.
Martedì 21 luglio, al Circolo Gorizia, l'amministrazione ha presentato ai cittadini la proposta di Accordo Operativo per la rigenerazione urbana dell'area ex CMB, lo strumento introdotto dalla legge regionale 24/2017 che supera la stagione dei piani espansivi per puntare sul riuso del territorio già urbanizzato. Una scelta in linea con il Piano Urbanistico Generale entrato in vigore il 10 aprile 2024, che disegna una Carpi dove non si consuma più suolo, ma si trasforma quello che c'è già.
Chi muove i fili dell'operazione
La proposta porta due firme. La prima è quella della CMB, proprietaria storica dell'area, cooperativa che ha costruito grattacieli, ospedali e infrastrutture in mezza Italia. La seconda è Figura 11, società veronese di investimenti e sviluppo immobiliare, promissaria acquirente e regista dell'operazione. Insieme propongono di insediare uno stabilimento di logistica avanzata da circa 31mila metri quadrati, pensato per servire le produzioni del territorio, non la distribuzione capillare che moltiplicherebbe il traffico su gomma.
A regime, numeri alla mano, l'insediamento garantirà 117 posti di lavoro tra impiegati e personale di magazzino, una boccata d'ossigeno occupazionale in una fase economica che non concede sconti a nessuno. Ma il dato che più colpisce è un altro, ed è scritto nel bilancio del verde.
Il verde come moneta di scambio
Il progetto prevede la cessione gratuita al Comune di 11.300 metri quadrati di aree, che diventeranno patrimonio pubblico. Su quei terreni verranno messi a dimora 300 nuovi alberi e 724 arbusti, una dotazione che non ha solo valore estetico: servirà a garantire il rispetto dell'indice RIE, la Riduzione dell'Impatto Edilizio, mantenendo la permeabilità dei suoli e portando l'intero intervento a bilancio emissivo zero. Un obiettivo ambizioso, che prova a coniugare logistica e sostenibilità in un equilibrio non scontato.
La viabilità e le opere pubbliche
Sul fronte della mobilità, il capitolo più delicato per chi abita il quadrante, sono previsti interventi significativi: una nuova rotatoria extra-comparto all'incrocio tra via Carlo Marx e la Statale 413 Romana Sud, il prolungamento della pista ciclabile fino al nuovo insediamento, un parcheggio scambiatore da sessanta posti, un'officina per la riparazione delle biciclette e la fermata del trasporto pubblico locale. Opere che l'investitore privato si accollerà integralmente, e che puntano a scongiurare l'incubo di un'orda di autotreni in transito su arterie già provate.
Un'operazione dalle molte letture
Accanto ai vantaggi, restano sul tavolo interrogativi legittimi. Secondo alcuni residenti intervenuti all'incontro, l'insediamento logistico rischia di scaricare traffico pesante su Romana Sud e sulla Traversa San Giorgio. La stessa definizione di "rigenerazione urbana", scelta dall'amministrazione, contiene una dose di ottimismo che andrà verificata alla prova dei fatti.
Resta il dato storico: la CMB è parte del patrimonio identitario carpigiano da oltre un secolo. Vederla protagonista di una trasformazione che promette occupazione, verde pubblico e riqualificazione di un'area degradata è un fatto. Che sia sufficiente a farne un modello di sviluppo, lo diranno i prossimi anni e la voce dei cittadini.
Come partecipare
La fase di deposito pubblico è aperta. Fino al 17 agosto 2026 chiunque può presentare osservazioni inviando documenti in formato digitale all'indirizzo PEC edilizia.urbanistica@pec.comune.carpi.mo.it. La documentazione completa è disponibile sul sito del Comune di Carpi e presso il Settore S4 in via Peruzzi 2, previo appuntamento al numero 059-649076.