Dopo 67 giorni di lotta, si è spenta la donna travolta in via Emilia Centro. I familiari: «Sì alla donazione degli organi»


Dopo 67 giorni di lotta, si è spenta la donna travolta in via Emilia Centro. I familiari: «Sì alla donazione degli organi»

Certe notizie arrivano come un pugno nello stomaco, anche quando in fondo le aspetti da giorni. Da settimane, in questo caso. Mercoledì 22 luglio, all'Ospedale Civile di Baggiovara, si è spenta la donna di 55 anni che il pomeriggio del 16 maggio era stata travolta in via Emilia Centro a Modena dall'auto lanciata a folle velocità da Salim El Koudri, il trentunenne di Ravarino ora accusato di strage.

Era ricoverata in condizioni disperate fin dal primo istante. Prima nel reparto di Terapia Intensiva dell'Ospedale Maggiore di Bologna, poi il trasferimento a Baggiovara, nell'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena, per starle più vicino. Vicinanza di affetti, di medici, di una comunità intera che in questi due mesi non l'ha mai dimenticata.

Non ha mai ripreso conoscenza

Nonostante siano stati tentati tutti gli approcci medico-chirurgici possibili, la paziente non ha mai riaperto gli occhi. Le sue condizioni sono apparse subito gravissime, e con il passare delle settimane il quadro clinico è progressivamente peggiorato fino all'epilogo di mercoledì mattina.

Lo hanno comunicato in una nota congiunta le Direzioni, i medici e il personale infermieristico dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena, dell'Azienda Usl di Modena e dell'Azienda Usl di Bologna, esprimendo il loro più sentito cordoglio alla famiglia.

Un gesto d'amore nell'ora del dolore

E proprio la famiglia, in un momento di indicibile sofferenza, ha saputo compiere un gesto che merita di essere raccontato. Rispettando la volontà espressa in passato dalla donna, ha dato il parere favorevole alla donazione degli organi. Un sì che nel buio della perdita accende una luce per chi attende da anni un trapianto. Perché certe decisioni, quando arrivano, dicono di una persona più di mille parole.

Le ferite di una città

Quello di mercoledì è il bilancio più amaro di una tragedia che il 16 maggio scorso ha colpito Modena al cuore, nel suo centro storico, in un normale pomeriggio di primavera. Poco prima delle 17, una Citroen C3 imboccò via Emilia Centro a tutta velocità e falciò i passanti. Sette i feriti, alcuni in modo gravissimo. L'attentatore, bloccato da alcuni coraggiosi cittadini mentre tentava la fuga, si trova ora in carcere.

Il sindaco Massimo Mezzetti, a un mese esatto da quel giorno, aveva parlato in Consiglio Comunale: «Modena non dimenticherà mai». Parole che oggi tornano con un peso ancora maggiore. Il Comune aveva anche attivato un conto corrente per raccogliere fondi da destinare alle vittime e alle loro famiglie, raggiungendo nelle prime settimane quasi 27mila euro.

Anche Carpi, distante pochi chilometri ma vicinissima nel cordoglio, si stringe attorno ai familiari di questa donna che per oltre due mesi ha lottato in silenzio, assistita da medici e infermieri che non si sono mai arresi. E che ora, grazie al sì dei suoi cari, continuerà a vivere in qualcun altro.

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