Il calcio, si sa, è uno sport crudele. E ieri sera al Cabassi i nostri biancorossi hanno toccato con mano tutta l'amarezza di questo gioco bellissimo e spietato. Il Ravenna, capolista che fino a ieri sembrava imbattibile, ha portato via tre punti con un rigore nel finale, lasciando il Carpi con il sapore amaro di una sconfitta immeritata. Eppure la serata era iniziata bene, anzi benissimo. Merito di Casarini, che ha regalato ai tifosi carpigiani un gioiello di rara bellezza: un eurogol che ha fatto tremare le fondamenta dello stadio e che sembrava aver rimesso in carreggiata una partita che stava prendendo una brutta piega. In quel momento, con il pubblico in delirio e la squadra galvanizzata, sembrava che i ragazzi di casa potessero addirittura completare una rimonta da sogno. Ma il destino, si sa, ama i colpi di scena. Due episodi - un errore vero e proprio e un episodio più sfortunato che altro - hanno ribaltato le sorti del match proprio quando il Carpi stava mostrando il suo volto migliore. Il rigore finale del Ravenna è arrivato come un fulmine a ciel sereno, spegnendo le speranze e i sogni di una serata che poteva diventare memorabile. Nonostante la delusione comprensibile, c'è molto su cui sorridere in casa biancorossa. La prestazione contro la capolista del girone è stata di grande solidità e carattere. La squadra ha dimostrato di aver imboccato la strada giusta, quella che porta verso una crescita costante e una consapevolezza sempre maggiore dei propri mezzi. Il Cabassi ha visto una squadra matura, capace di tenere testa ai più forti e di creare occasioni importanti. Il pubblico carpigiano può essere orgoglioso dei suoi ragazzi, che hanno lottato fino all'ultimo minuto senza mai arrendersi. Perché il calcio, alla fine, è anche questo: saper rialzarsi dopo una beffarda sconfitta e continuare a credere nel proprio cammino.
Il Cabassi si inchina al Ravenna: beffa finale per un Carpi che meritava di più
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