C'è una scuola a Carpi che ha deciso, con una certa determinazione, di non stare ferma. L'ITIS "Leonardo da Vinci" ha appena avviato la seconda annualità del suo progetto Erasmus+, e i numeri parlano chiaro: non si tratta di un'iniziativa simbolica, di quelle che finiscono incorniciate in bacheca accanto alla campanella. Si tratta di qualcosa di concreto, che cambia l'anno scolastico di decine di persone.
Una scuola in movimento
Saranno 24 i membri dello staff, tra docenti e personale ATA, a partire per corsi di aggiornamento e attività di job shadowing presso istituzioni europee. Le mete coprono mezza Europa: Norvegia, Irlanda, Svezia, Portogallo, Spagna e Belgio. L'obiettivo non è fare turismo pedagogico, ma portare a casa metodologie nuove, confrontarsi con colleghi di altri sistemi scolastici, e tornare con qualcosa da mettere in pratica in aula. Un investimento sul capitale umano della scuola, che di solito è il più trascurato e il più prezioso.
I ragazzi che partono
Ma la parte che scalda di più è quella che riguarda gli studenti. Saranno 45 i ragazzi dell'ITIS Da Vinci a vivere esperienze di tirocinio professionalizzante all'estero, con mobilità di breve e lunga durata. Le destinazioni scelte per questo anno scolastico sono Saragozza, Coimbra, Siviglia, Vilnius e Valencia: città vive, con tessuti produttivi e formativi stimolanti, ben lontane dalla cartolina da collezione.
Per uno studente di un istituto tecnico, fare un tirocinio all'estero significa qualcosa di molto preciso: mettersi alla prova in un contesto professionale reale, in una lingua che non è la propria, con regole e abitudini diverse. È una palestra che nessun libro di testo può replicare, e il programma Erasmus+ della Commissione Europea esiste proprio per rendere questa opportunità accessibile, non riservata a pochi fortunati con i mezzi per organizzarsi da soli.
Il senso di tutto questo
L'ITIS Da Vinci di Carpi non è l'unica scuola italiana a partecipare all'Erasmus+, ma il fatto che si tratti già della seconda annualità consecutiva, con numeri in crescita, dice qualcosa di preciso sull'impegno che c'è dietro. Costruire un progetto del genere richiede lavoro di coordinamento, relazioni con istituzioni straniere, burocrazia europea e, soprattutto, la convinzione che valga la pena farlo.
Per i ragazzi che crescono in una città come Carpi, laboriosa e orgogliosa della propria identità, guardare oltre i confini del distretto non è un tradimento delle radici. È semmai il modo migliore per capire quanto valgono.