La radioterapia non si muove da Carpi. Anzi, sarà una delle colonne portanti anche del nuovo ospedale che sorgerà nella periferia nord-ovest della città, in sostituzione dell'attuale Ramazzini. Lo ha deciso all'unanimità l'Ufficio di Presidenza della Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria (CTSS) della provincia di Modena, approvando la proposta avanzata dalle Direzioni generali dell'Azienda USL e dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena.
Il modello: équipe unica interaziendale
Il servizio resterà organizzato secondo il modello già in funzione, basato su un'équipe unica interaziendale che opera in rete tra i diversi presidi della provincia. Una formula che ha già dimostrato di funzionare e che ora trova pieno riconoscimento nella programmazione sanitaria futura.
La delibera consolida così un presidio fondamentale per i pazienti oncologici dell'Area Nord, evitando trasferimenti verso Modena per i trattamenti radioterapici. L'acceleratore lineare in dotazione al Ramazzini, completamente rinnovato negli scorsi anni con l'installazione del sistema di gating respiratorio, offre oggi prestazioni analoghe a quelle disponibili al Policlinico.
L'asse Carpi-Mirandola
La decisione rafforza l'integrazione sanitaria tra Carpi e Mirandola, valorizzando la rete oncologica costruita nel territorio grazie alla collaborazione tra équipe sanitarie, strutture ospedaliere, servizi territoriali e terzo settore. Un patrimonio di competenze e relazioni cresciuto negli anni anche con il contributo determinante di AMO, Associazione Malati Oncologici, da sempre al fianco dell'ospedale, dei pazienti e delle loro famiglie.
Il nuovo ospedale
La futura struttura, che occuperà una superficie di oltre 47 mila metri quadrati su quattro piani, sarà realizzata su un lotto di circa 142 mila metri quadrati con un investimento complessivo di 126 milioni di euro, più altri 14 milioni per arredi e attrezzature biomediche. Con la conferma di oggi, la radioterapia entra a pieno titolo nella progettazione del nuovo polo sanitario, che punta a diventare il riferimento per l'intera Unione delle Terre d'Argine.