Ci sono storie che hanno il sapore del ritorno a casa. Quella di Marco Bernardi è una di queste, anche se per Carpi significa fare i conti con un addio inatteso, almeno nei tempi. Il direttore sportivo del Carpi FC ha raggiunto martedì 26 maggio un accordo di massima con la Reggiana per trasferirsi nella società granata nel medesimo ruolo. Un'intesa che ora dovrà essere ratificata, sciogliendo il nodo non secondario di un contratto che lo lega ancora al club carpigiano fino al 30 giugno 2027.
Un sogno che si chiama Reggiana
Bernardi, classe 1986, è un uomo di Casina, terra di collina reggiana. Ex impiegato di banca riconvertito al calcio, ha costruito la sua carriera mattone dopo mattone: dalle realtà dilettantistiche emiliane come Scandianese, Sampolese e Correggese, poi un passaggio formativo nel settore giovanile della Reggiana, prima di fare il grande salto nel professionismo con il Fiorenzuola, che nella stagione 2020-21 ha guidato fino alla conquista della Serie C. Tre anni in Lega Pro con i piacentini, poi l'approdo al Carpi, dove è ora al suo secondo mandato consecutivo.
Tornare alla Reggiana, stavolta in prima squadra, non è per lui un semplice cambio di scrivania: è, come raccontano i ben informati, il coronamento di un sogno. E quando i sogni bussano alla porta, è difficile far finta di non sentire, anche se il contratto dice un'altra cosa.
La nuova Reggiana targata Amadei
Il patron granata Romano Amadei sta ridisegnando l'area tecnica del club con ambizioni dichiarate di rilancio. Al fianco di Bernardi come nuovo ds, troveranno posto Doriano Tosi nel ruolo di direttore tecnico e Ivano Vacondio come direttore generale. Una struttura solida, costruita anche su figure che lavorano con spirito di appartenenza: Vacondio e Tosi, secondo quanto riportato, non percepiranno stipendi ma solo rimborsi spese. Un segnale di quanto il progetto faccia leva prima di tutto sulla passione.
Il presidente della Reggiana Salerno e lo stesso Amadei puntano a riportare il club reggiano ai livelli che gli competono, dopo una stagione difficile. E Bernardi, conoscitore dei meccanismi della Lega Pro, appare il profilo giusto per costruire una rosa competitiva.
Carpi ora cerca un sostituto
A Carpi, intanto, il presidente Lazzaretti deve fare di necessità virtù. La notizia era nell'aria da qualche giorno, anticipata già sabato dai giornali, e la fumata bianca del pomeriggio di martedì ha tolto ogni dubbio. Resta da sciogliere la questione contrattuale: Bernardi è tecnicamente ancora un dipendente del Carpi FC fino all'estate del 2027, e sarà proprio Lazzaretti a dover trovare le condizioni per liberarlo dall'impegno.
Il club biancorosso, che nella stagione 2025-2026 ha centrato la permanenza in Serie C chiudendo al tredicesimo posto nel girone B, si ritrova ora a dover individuare un nuovo direttore sportivo in tempi stretti, in piena fase di programmazione estiva. Non il momento più comodo per un avvicendamento del genere, ma il calcio, si sa, non aspetta.
Un bilancio onesto
Bernardi ha svolto il suo lavoro a Carpi con discrezione e competenza, mantenendo il club in categoria in un contesto di risorse non certo lussuose. Andarsene ora, con un contratto valido e nel mezzo della costruzione della nuova squadra, non è un gesto privo di conseguenze. Ma la chiamata della città natale, della squadra dove tutto è cominciato, difficilmente si rifiuta. Chi ha un po' di radici lo capisce.
Ai carpigiani non resta che augurargli buona fortuna e aspettare di capire chi siederà sulla poltrona che lascia libera. La prossima Serie C non è poi così lontana.