C'è chi aspetta il fischio finale e chi, invece, ha già il calendario della prossima stagione aperto sul tavolo. Enrico Bonzanini, direttore generale del Carpi FC, appartiene chiaramente alla seconda categoria. Mentre la squadra biancorossa si allena ancora in attesa del rompete le righe, il dg ha già la testa al futuro, e le idee sono tutt'altro che vaghe.
Il modello Bilbao arriva in Emilia
«Stiamo cercando di costruire un piccolo Bilbao», dice Bonzanini senza mezzi termini. Il paragone non è casuale né esagerato: l'Athletic Club di Bilbao è da oltre un secolo il simbolo mondiale del calcio che valorizza i propri talenti locali, schierando in prima squadra solo giocatori di origine basca o cresciuti nelle giovanili del club. Fondato nel 1898, è uno dei tre club della Liga spagnola a non essere mai retrocesso, insieme a Barcellona e Real Madrid. Un'eccezione assoluta nel calcio mercato globale, basata su identità, territorio e pazienza. Concetti che, a sentire il dg biancorosso, trovano terreno fertile anche a Carpi.
L'obiettivo dichiarato è mettere ogni anno l'allenatore della prima squadra nelle condizioni di poter scegliere tra sei o sette giovani del vivaio. Non comparse da schierare nei minuti finali, ma ragazzi capaci di incidere davvero, con minutaggio reale e continuità. «Questo significa diventare più competitivi e attrattivi rispetto ai settori giovanili che ci circondano», spiega Bonzanini. In un panorama in cui le grandi società drenano i talenti dai territori limitrofi, il Carpi vuole invertire la rotta: non perdere i propri ragazzi, ma farli crescere in casa.
Dalle Under 8 alla Primavera: un percorso completo
Il progetto di ampliamento del settore giovanile procede spedito. Nella scorsa stagione sono state aggiunte due nuove squadre; ora si punta a completare la filiera con Under 9 e Under 10, grazie alla collaborazione con l'Academy Cabassi. L'obiettivo è coprire tutte le fasce d'età, dall'Under 8 fino alla Primavera, costruendo un percorso continuo e coerente per ogni ragazzo che indossa il biancorosso.
Bonzanini ha parole di elogio per tutti gli allenatori del settore giovanile, con una menzione speciale per Gian Loris Rossi, tecnico della Primavera, definito «una delle fortune di questa stagione» per l'identità tattica e la disponibilità dimostrate. Da segnalare la scelta coraggiosa di schierare la Primavera con metà rosa composta da ragazzi sotto età: un investimento sul futuro che comporta qualche sacrificio nel presente, ma che costruisce basi solide. La missione, ricorda il dg, non si esaurisce nel risultato sportivo: «Dall'Under 14 in giù vogliamo soprattutto far giocare e divertire i ragazzi».
Il campo sintetico: una questione urgente
Per crescere, però, servono i campi. E qui il discorso si fa concreto, quasi urgente. Durante questa stagione ci è capitato di giocare partite con Under 16 e Under 15 dopo un solo allenamento settimanale. Una condizione che, come ammette lo stesso Bonzanini, non potrà ripetersi.
L'impegno dell'amministrazione comunale va nella direzione giusta: una volta completati gli investimenti sugli impianti indoor, le risorse saranno concentrate sul nuovo campo sintetico. Il Carpi ha già dato disponibilità a sospendere l'attività su uno dei campi del Sigonio nel periodo autunnale per consentire i lavori. Quella zona, ricorda il dg, ha ritrovato vitalità anche grazie alla presenza del club, con uno scambio continuo con il Centro anziani che fa bene a tutti. In prospettiva, la struttura potrebbe persino diventare una foresteria, e il nuovo sintetico sarebbe messo a disposizione di tutte le società calcistiche cittadine, compatibilmente con i calendari. Una visione di sistema, non di campanile.
Il salary cap: chi era già in regola parte avvantaggiato
Sul fronte economico, la grande novità del calcio di terza serie è l'introduzione del salary cap in Serie C. L'assemblea della Lega Pro, presieduta da Matteo Marani, lo ha approvato in via sperimentale per la stagione 2025-2026, con l'entrata in vigore definitiva prevista proprio da questa stagione 2026-2027. La misura nasce da una necessità reale: nella sola stagione 2024-2025 ben dieci club su sessanta avevano subito penalizzazioni o esclusioni per inadempienze finanziarie, un dato che la dice lunga sulla salute economica del campionato.
Il principio è semplice: nessuna società può permettersi un costo del lavoro superiore al 50% del fatturato. «Non esiste alcuna azienda sana con quei numeri fuori controllo», osserva Bonzanini. E il Carpi, per mentalità e formazione, era già dentro quei parametri. Un vantaggio competitivo guadagnato non per fortuna, ma per scelta culturale.
Carpi deve aiutare Carpi
La vera partita, però, si gioca sui ricavi. E qui Bonzanini lancia un appello diretto al tessuto imprenditoriale della città: «Carpi deve aiutare Carpi. L'imprenditoria del territorio deve continuare a sostenerci e noi dobbiamo essere capaci di meritarlo». Un rapporto simbiotico, non una richiesta unilaterale. Accanto all'imprenditoria locale, l'altra leva sono i tifosi più giovani e la vivibilità dello stadio: «Il Cabassi, con la sua curva meravigliosa, lo vivi davvero soltanto quando il tempo lo permette». Una nota dolente che ricorda come la struttura, pur amata, mostri i suoi limiti nei mesi freddi.
Il dg chiude con due proposte per riformare il sistema: bloccare il mercato alle società penalizzate, sia in estate sia a gennaio, e vietare i cambi di proprietà durante la stagione. Idee forti, che mettono ordine in un campionato che ne ha bisogno. Intanto, il Cabassi ha appena ottenuto la proroga della convenzione per altri tre anni. Una stabilità che, sommata alla chiarezza del progetto, suona come una buona notizia per tutti i tifosi biancorossi. La strada è tracciata: non promessa, costruita.