Cinquanta motociclisti partiti da Patrasso, in Grecia, per arrivare fino al Memoriale dell'ex campo di concentramento di Dachau, in Germania. Nel mezzo, una tappa che racconta da sola il peso della storia: il Campo di Fossoli, a pochi chilometri da Carpi, uno dei luoghi più carichi di memoria dell'intera Europa.
La delegazione della 'DACHAU 2026 Memorial Motorcycle Group' è composta da cinquanta appassionati di motociclismo provenienti da tutte le regioni della Grecia, uniti da un obiettivo che va ben oltre il viaggio in sella: mantenere viva la memoria delle vittime greche della Shoah e dello stragismo compiuto dall'occupazione nazifascista. La Grecia fu tra i Paesi europei con la percentuale più alta di vittime ebraiche della persecuzione nazista, con oltre l'ottanta per cento della comunità ebraica sterminata durante la seconda guerra mondiale.
Una tappa significativa nel cuore dell'Emilia
Il Campo di Fossoli non è una sosta casuale nel percorso della delegazione greca. Tra il 1943 e il 1944, da quella stazione di smistamento a cinque chilometri da Carpi partirono verso i lager del Terzo Reich circa 2.800 ebrei e 2.600 deportati politici, rastrellati nelle carceri e nei campi di tutto il nord Italia. Prima gestito dalla Repubblica Sociale Italiana, poi direttamente dalle SS dal marzo 1944, Fossoli fu il principale snodo italiano della deportazione verso i campi di concentramento e di sterminio tedeschi.
Ad accogliere i motociclisti greci è stata Manuela Ghizzoni, presidente della Fondazione Fossoli, che ha guidato il gruppo in un momento di incontro e riflessione dedicato alla storia del luogo e al significato del ricordo nel tempo presente.
Un viaggio civile, non solo motociclistico
L'iniziativa dimostra come la memoria possa trovare forme inaspettate e capaci di raggiungere un pubblico più ampio. Motori, asfalto e chilometri macinati attraverso l'Europa diventano qui il mezzo di un impegno civile preciso: toccare con mano i luoghi dove la storia ha lasciato le sue ferite più profonde, e farlo insieme, da Paesi diversi ma uniti da una responsabilità condivisa.
«La memoria si esprime attraverso molteplici forme, e tutte possono contribuire a renderla viva e partecipata», ha dichiarato Manuela Ghizzoni. «Può sembrare l'incontro tra mondi lontani, ma è invece la dimostrazione che la violenza della guerra, soprattutto contro i civili, l'odio razziale che diventa genocidio, la soppressione della libertà, della dignità umana e della democrazia sono temi che riguardano davvero tutti. Non appartengono soltanto agli storici, agli studiosi o alle istituzioni della memoria: parlano a ogni cittadina e a ogni cittadino, perché chiamano in causa i valori fondamentali della convivenza democratica e della responsabilità individuale».
Fossoli, memoria europea
La visita della delegazione greca conferma la dimensione internazionale che il Campo di Fossoli ha saputo costruire nel tempo. Riconosciuto come uno dei principali luoghi europei di riflessione sulla persecuzione, sulla privazione dei diritti e sulla difesa della dignità umana, il sito carpigiano continua ad attrarre pellegrini della memoria da ogni angolo del continente, testimonianza di quanto quella storia parli ancora, e con urgenza, al presente.
Da Patrasso a Dachau, passando per Carpi: un itinerario che unisce geografie lontane in un unico filo di responsabilità collettiva, quello che lega le nuove generazioni europee alla conoscenza di ciò che è stato, affinché non si ripeta.