Una mappa per non dimenticare: Fossoli rivela i percorsi della persecuzione


Una mappa per non dimenticare: Fossoli rivela i percorsi della persecuzione

C'è una geografia del male che per decenni è rimasta nell'ombra. Sapevamo molto sui convogli in partenza da Fossoli verso i lager del Terzo Reich, ma assai meno sui percorsi che portavano le persone fino a quel campo alle porte di Carpi. Ora, grazie a un progetto della Fondazione Fossoli, quella mappa comincia a prendere forma.

Si chiama Destinazione Fossoli ed è una piattaforma digitale interattiva che ricostruisce, provincia per provincia, i trasferimenti di ebrei verso il Campo di concentramento di Fossoli, attivo tra il dicembre 1943 e il luglio 1944. Il portale è consultabile all'indirizzo centrostudifossoli.org/destinazionefossoli.

Un nodo nel sistema dello sterminio

Per capire il significato di questo progetto occorre ricordare cosa fu Fossoli. Sorto nel 1942 come campo per prigionieri di guerra alleati, a partire dal 5 dicembre 1943 fu trasformato dalla Repubblica Sociale Italiana in campo di concentramento e transito per ebrei e oppositori politici. Dal marzo 1944 passò sotto il diretto controllo delle SS tedesche, diventando il principale punto di smistamento verso i campi di sterminio nazisti. Si stima che vi transitarono circa 2.800 ebrei e 2.600 deportati politici, avviati verso i lager del Reich. Il campo cessò la sua funzione di transito nell'agosto 1944, quando fu trasferito a Bolzano.

Tutto questo fu reso possibile dall'ordinanza di polizia n. 5 del 30 novembre 1943, con cui la RSI ordinò l'arresto di tutti gli ebrei sul territorio sotto il suo controllo. Quella firma avviò una macchina amministrativa capillare, ramificata in ogni provincia, che il nuovo progetto si propone ora di ricostruire nella sua interezza.

I percorsi "in entrata" che mancavano alla storia

La storiografia aveva già restituito con buona precisione i convogli in uscita da Fossoli. Meno esplorati erano invece i percorsi "in entrata": gli arresti, i trasferimenti intermedi, i passaggi attraverso carceri, questure, campi provinciali e strutture di detenzione temporanea che precedevano l'arrivo al campo carpigiano.

È proprio questa lacuna che Destinazione Fossoli intende colmare. La mappa interattiva consente di visualizzare, per ciascuna provincia, la rete di luoghi e istituzioni che costituirono le tappe della persecuzione: uffici di polizia, campi provinciali, carceri, strutture di raccolta. Non un atlante statico, ma uno strumento di interpretazione storica che mostra quanto fosse sistematica e diffusa la scelta di Fossoli come luogo di concentramento.

Come è nata la ricerca

Il lavoro storico è stato condotto da Costantino Di Sante, ricercatore specializzato nella storia dei campi di internamento e dei sistemi repressivi del Novecento italiano, con il coordinamento scientifico di Marika Losi e Marzia Luppi. Lo sviluppo del database e della piattaforma digitale è stato curato da Marika Losi e dalla società Infinity Informatica.

Il database è organizzato per province e raccoglie, per ciascun caso documentabile, le date di arresto e detenzione preliminare, gli eventuali passaggi intermedi, la categoria degli internati, il numero delle persone trasferite, le liste nominative ove disponibili e il settore di destinazione nel campo. In questa prima fase la ricerca si concentra sugli ebrei, sugli anglo-maltesi e sui cosiddetti sudditi nemici. La ricostruzione relativa ai deportati politici, agli antifascisti e ai lavoratori coatti è ancora in corso, in ragione della maggiore frammentarietà delle fonti.

Una "filiera repressiva" visibile per la prima volta

Uno degli aspetti più significativi del progetto è la sua capacità di rendere visibile come la deportazione non fosse un evento isolato, ma il risultato di una filiera repressiva articolata su tutto il territorio nazionale. Ogni provincia aveva una sua storia, le sue strutture, i suoi funzionari: e tuttavia tutte quelle storie convergevano verso Fossoli, verso quei binari che portavano ai campi di sterminio.

Per ogni provincia è stata predisposta una scheda sintetica con cronologia delle traduzioni, luoghi di detenzione, passaggi amministrativi e criticità interpretative. Un lavoro che intreccia la dimensione locale, quella di tante piccole città e uffici di polizia, con la macchina dello sterminio su scala europea.

Un progetto aperto, da costruire insieme

La Fondazione Fossoli presenta Destinazione Fossoli non come un punto d'arrivo definitivo, ma come una piattaforma aperta, verificabile e destinata a crescere nel tempo attraverso il confronto scientifico e la collaborazione con istituti di ricerca, archivi e luoghi della memoria. Sono già previsti momenti seminariali e di approfondimento dedicati agli sviluppi della ricerca.

Per chi vive a Carpi, e ha davanti agli occhi ogni giorno quel paesaggio pianeggiante che circonda il luogo dove sorgeva il campo, questo progetto offre qualcosa di preciso: la possibilità di capire da dove venivano quelle persone, attraverso quali mani erano passate, quante decisioni amministrative avevano preceduto la loro deportazione. La geografia della persecuzione, finalmente, diventa leggibile.

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