Un impegno solenne che unisce trentadue memoriali europei per riaffermare che la memoria non è solo conoscenza del passato, ma responsabilità civile e presidio della democrazia. La Fondazione Fossoli è tra i firmatari della Dichiarazione fondamentale dei Luoghi della Memoria europei, un documento nato da un confronto di più giornate ospitato dal Memoriale di Auschwitz-Birkenau, in Polonia.
Un documento per l'autonomia della memoria
La Dichiarazione riconosce i luoghi della memoria sorti nei siti dei crimini perpetrati da nazisti, fascisti e loro collaboratori durante la Seconda guerra mondiale come patrimonio comune dell'Europa. In un tempo in cui la generazione dei testimoni diretti si sta spegnendo, questi istituti assumono una responsabilità permanente: conservare la memoria storica, promuovere la ricerca, favorire una riflessione critica sul presente e mantenere viva la consapevolezza dei valori democratici. Il testo sottolinea la necessità di garantire piena autonomia scientifica, culturale e programmatica rispetto a ogni forma di pressione politica o finanziaria.
Il ruolo di Carpi e della Fondazione Fossoli
In rappresentanza della Fondazione, all'incontro in Polonia ha partecipato la direttrice Chiara Ferrari, da poche settimane alla guida dell'ente memoriale che gestisce il Campo di Fossoli, il Museo Monumento al Deportato e l'ex Sinagoga di Carpi. Il testo finale è stato raggiunto anche con il contributo del Consiglio direttivo e del Comitato scientifico.
«La Dichiarazione rappresenta l'impegno condiviso, assunto dalla rete memoriale del continente, a custodire con rigore la verità storica e a difendere l'autonomia delle istituzioni che la trasmettono, ha dichiarato la presidente Manuela Ghizzoni. In un tempo segnato dal riemergere di nazionalismi, discriminazioni e tentativi di manipolazione del passato, la memoria non può essere considerata un patrimonio acquisito. Al contrario, è una responsabilità quotidiana che richiede indipendenza, ricerca, educazione e dialogo».
Nove Paesi uniti
Hanno sottoscritto la Dichiarazione enti di nove Paesi: quindici in Germania, sette in Polonia, due in Francia, due nei Paesi Bassi, due nella Repubblica Ceca, e uno rispettivamente in Austria, Belgio, Italia (la Fondazione Fossoli) e Ucraina. Tra i firmatari figurano il Memoriale di Bergen-Belsen, Dachau, Buchenwald, il Memoriale di Ravensbrück, il Museo Memoriale del KL Plaszow, Kazerne Dossin in Belgio, la Maison d'Izieu in Francia, il Memoriale di Babi Yar in Ucraina e il Museo dell'ex Campo di Sterminio di Kulmhof a Chełmno.
Il testo integrale della Dichiarazione è consultabile sul sito della Fondazione Fossoli e su quello degli altri enti sottoscrittori.