Dall'ospedale a casa, con una tappa in mezzo: l'OsCo del Carpine ha accolto 292 pazienti

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Dall'ospedale a casa, con una tappa in mezzo: l'OsCo del Carpine ha accolto 292 pazienti

C'è un passaggio della malattia che non è più ospedale e non è ancora casa: la fase in cui la crisi acuta è superata, ma tornare tra le proprie mura resta troppo complicato. È in quello spazio intermedio che lavora l'Ospedale di Comunità di Carpi, presentato ufficialmente questa mattina al secondo piano della Casa Residenza Anziani Il Carpine, dove è attivo dal giugno 2025.

Alla presentazione hanno partecipato il Direttore Generale dell'Azienda USL di Modena Mattia Altini, il Sindaco di Carpi Riccardo Righi con gli altri Sindaci dei Comuni dell'Unione Terre d'argine, l'Assessora a Sanità e Politiche sociali Tamara Calzolari, la Direttrice del Distretto di Carpi Stefania Ascari, la dirigente assistenziale dei Distretti di Carpi e Mirandola Cinzia Minozzi, la responsabile sanitaria dell'OsCo Chiara Benedetti, il responsabile clinico Andrea Ternetti e la coordinatrice infermieristica Giusta Greco, insieme ai professionisti della struttura, a rappresentanti delle forze dell'ordine, consiglieri comunali e regionali.

Venti posti letto, una palestra e un open space

La struttura è composta da 7 camere doppie e 6 singole, per un totale di 20 posti letto, con una palestra e un open space che ospita le postazioni infermieristiche. L'assistenza è intermedia tra ospedale e domicilio e l'obiettivo dichiarato è accompagnare le persone nel recupero e favorire, quando possibile, il rientro a casa con maggiore autonomia. Il percorso viene definito attraverso un Piano Assistenziale Individuale condiviso con il paziente e la famiglia, e coinvolge, a seconda dei bisogni, medici di medicina generale, infermieri, operatori sociosanitari e fisioterapisti.

La collocazione dentro la CRA Il Carpine, in prossimità dell'Ospedale Ramazzini e degli altri servizi sanitari del territorio, è stata scelta proprio per favorire l'integrazione tra i diversi livelli assistenziali. Al momento dell'apertura, nel giugno 2025, i posti letto attivati erano 15, con la previsione di estenderli a 20 entro fine settembre di quell'anno.

I numeri dei primi nove mesi del 2026

I dati aggiornati al 30 settembre parlano di 292 pazienti accolti nel 2026, con una degenza media di circa due settimane. L'86% è entrato entro sette giorni dalla richiesta, con un'attesa media di 5 giorni. La maggior parte proviene dal Distretto di Carpi e il 58% è stato inviato dalla Centrale Operativa Territoriale di Carpi. Il 54% degli ingressi riguarda pazienti dell'area ortopedica e traumatologica; l'obiettivo assistenziale più frequente è la riabilitazione, indicata nel 69% dei casi, accanto al monitoraggio clinico, all'addestramento del paziente o del caregiver, alla prescrizione degli ausili e al completamento del programma terapeutico.

Sono numeri che dicono due cose concrete ai cittadini: i tempi d'attesa sono contenuti, e il servizio intercetta soprattutto chi esce da una frattura o da un intervento ortopedico, cioè la casistica che più spesso, in assenza di alternative, finisce per allungare la degenza in ospedale o per scaricarsi sulle famiglie.

Da Soliera e Novi a Carpi

La sede carpigiana nasce dal trasferimento dell'Ospedale di Comunità collocato in epoca Covid a Soliera e a Novi di Modena. La scelta si inserisce in un più ampio percorso di riqualificazione della CRA Il Carpine, sostenuto dal Comune di Carpi con un investimento di 317 mila euro. L'intervento ha riguardato principalmente il piano terra, dove sono state ricavate nuove camere con bagno privato per gli ospiti della CRA, mentre il secondo piano, già predisposto per l'OsCo, ha richiesto lavori di dettaglio e rifinitura, soprattutto sugli impianti. Tutti gli ambienti sono stati resi accessibili alle persone con difficoltà o disabilità motoria.

"Come Comune abbiamo sostenuto l'arrivo a Carpi dell'Ospedale di Comunità per rafforzare ulteriormente una sanità di prossimità capace di rispondere ai bisogni di cura dei nostri cittadini", dichiara il Sindaco Riccardo Righi, che ringrazia i professionisti sanitari per "l'impegno quotidiano" e aggiunge: "A più di un anno dall'avvio, i risultati confermano l'importanza di questo servizio per le persone e le loro famiglie, in una fase delicata come quella del recupero e del ritorno a casa".

"L'Ospedale di Comunità di Carpi è un esempio concreto dell'impulso che stiamo dando allo sviluppo dell'assistenza territoriale", sottolinea il Direttore Generale Mattia Altini. "L'obiettivo è costruire una rete nella quale ogni fase del percorso assistenziale trovi il luogo e le professionalità più appropriate, evitando che il ricovero ospedaliero rappresenti l'unica risposta a bisogni che possono essere gestiti, in condizioni di sicurezza, sul territorio".

 

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