Ragazzi del Da Vinci, avete inventato il futuro: QuickMed vince BellaCoopia 2026


Ragazzi del Da Vinci, avete inventato il futuro: QuickMed vince BellaCoopia 2026

Venerdì 8 maggio, all'Auditorium delle scuole Mattarella di Modena, qualcosa di bello è successo. Una classe di ragazzi di Carpi è salita sul gradino più alto del podio e ha dimostrato che la scuola tecnica, quella che qualcuno ancora guarda con sufficienza, sa produrre idee capaci di cambiare la vita delle persone.

Sono gli studenti della classe 4ª AE dell'indirizzo Elettronica e Automazione dell'ITIS Leonardo da Vinci, e il concorso che hanno vinto si chiama BellaCoopia, giunto nel 2026 alla sua 19ª edizione, promosso da Legacoop Estense con il nome completo di Premio Liliana Stradi. Una competizione che mette a confronto le migliori scuole delle province di Modena e Ferrara, chiedendo agli studenti non di recitare teorie, ma di costruire soluzioni reali con i valori del mondo cooperativo come bussola.

Un dispenser intelligente contro la distrazione che costa cara

Il progetto vincitore si chiama QuickMed, e prima di spiegare cosa fa, vale la pena ricordare perché esiste. In Italia, come in tutta Europa, la scarsa aderenza terapeutica, cioè il fatto che milioni di pazienti, soprattutto anziani, non assumano i farmaci nei tempi e nelle dosi prescritte, è considerata uno dei problemi più sottovalutati e costosi della sanità pubblica. Pillole dimenticate, doppie assunzioni, terapie interrotte: conseguenze banali nella forma, spesso gravi nella sostanza.

QuickMed nasce esattamente per questo. Non è un portapillole sofisticato, è un dispenser automatizzato capace di gestire tre diverse tipologie di medicinali. Il sistema eroga la pastiglia nell'orario esatto prescritto, impedendo dimenticanze e doppie assunzioni. Ma la vera intuizione è nell'integrazione con il mondo digitale: grazie a un'applicazione dedicata, familiari e caregiver possono monitorare in tempo reale l'avvenuta assunzione, ricevendo notifiche di conferma. La distanza, insomma, non è più un ostacolo alla cura.

La guida discreta di due professori di nome Sandro

Dietro ogni buon progetto c'è sempre qualcuno che ha avuto la pazienza di credere prima degli altri. In questo caso sono i docenti referenti Sandro Gualdi e Sandro Leo, che hanno accompagnato i ragazzi in ogni fase dello sviluppo.

«Questo premio è il risultato di un grande lavoro di squadra», hanno commentato i due insegnanti. «Vedere i nostri studenti applicare tecnologie d'avanguardia per risolvere problemi reali come l'aderenza terapeutica degli anziani ci rende estremamente orgogliosi.» Parole misurate, come si conviene a chi sa che il merito vero appartiene ai ragazzi.

Carpi, la città che costruisce

C'è un filo sottile che lega questa vittoria al carattere di Carpi: una città che non si è mai accontentata di guardare, ma ha sempre preferito fare. Il Da Vinci non è nuovo a questo genere di riconoscimenti, e il dipartimento di Elettronica e Automazione ha una storia consolidata di progetti che escono dalle aule per entrare nel mondo reale.

Eppure sarebbe sbagliato liquidare tutto con un applauso e passare oltre. QuickMed pone una domanda seria: se un gruppo di diciottenni, con le risorse di un laboratorio scolastico, riesce a progettare un dispositivo di questo tipo, cosa aspetta il sistema sanitario a investire davvero in queste soluzioni? Il problema dell'aderenza terapeutica costa al servizio sanitario nazionale cifre enormi ogni anno, in ricoveri evitabili e complicazioni prevenibili. I ragazzi del Da Vinci hanno risposto con un prototipo. Qualcun altro dovrà rispondere con una politica industriale.

Un trofeo che vale più di una bacheca

La vittoria a BellaCoopia 2026 è, naturalmente, motivo di festa. Ma chi conosce questi ragazzi sa che la soddisfazione più grande non sta nel trofeo: sta nell'aver visto un'idea prendere forma, funzionare, e convincere una giuria di esperti che veniva dal mondo della cooperazione, abituata a giudicare non le intenzioni ma i risultati.

Carpi può essere orgogliosa. E non solo per la vittoria: ma perché in questa città esistono ancora insegnanti che credono abbastanza nel proprio lavoro da guidare i giovani verso qualcosa che conta. In un momento in cui si discute di futuro con molta retorica e poca sostanza, i ragazzi della 4ª AE del Da Vinci hanno scelto la strada più difficile e più onesta: costruirlo, il futuro. Un dispenser alla volta.

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