Ci sono cittadini che davanti a uno SPID, a un pagamento online o a una pratica da inviare al Comune si fermano, non per pigrizia ma per mancanza di dimestichezza. È esattamente lì che il nuovo bando intende intervenire. È aperto il bando 2026 del Servizio Civile Digitale: i volontari selezionati affiancheranno i Servizi Informatici e Innovazione Digitale dell'Unione per aiutare le persone a utilizzare in modo più autonomo strumenti e servizi digitali.
Come funziona il progetto
Il progetto ha una durata di 12 mesi, con un impegno di 25 ore settimanali e un assegno mensile di 519,47 euro. I posti disponibili sono quattro. Uno dei quattro posti è riservato a giovani con minori opportunità e ISEE inferiore a 15.000 euro, una clausola che allarga la platea e tiene insieme il valore formativo dell'esperienza con una funzione sociale.
Perché riguarda la città
Il senso dell'operazione è doppio. Da un lato c'è chi entra, quattro giovani che per un anno lavorano dentro la macchina amministrativa e ne imparano i meccanismi, un tirocinio civico che vale più di molti corsi. Dall'altro c'è chi riceve il servizio, cioè la parte di popolazione che il digitale lo subisce più che usarlo. Un'amministrazione che sposta sportelli e pratiche online produce efficienza solo se contemporaneamente mette qualcuno a fianco di chi resta indietro, altrimenti il risparmio si trasforma in esclusione.
Resta un dato di realtà da non nascondere: quattro volontari per un anno sono un presidio utile ma non una soluzione strutturale al divario digitale. Il valore del bando si misurerà nella continuità, cioè nella capacità di trasformare un'esperienza a termine in un servizio stabile di accompagnamento ai cittadini.
Come partecipare
Tutte le informazioni sul progetto, sui requisiti e sulle modalità di partecipazione sono disponibili nella pagina dedicata al bando sul sito del Comune di Carpi.