Soliera scende in piazza per il treno: il presidio ad Appalto rilancia la sfida della metropolitana di superficie


Soliera scende in piazza per il treno: il presidio ad Appalto rilancia la sfida della metropolitana di superficie

La stazione c'è, i binari ci sono, i treni passano: semplicemente non si fermano. È questa la contraddizione al cuore del presidio che si è tenuto domenica 25 maggio alla stazione di Appalto, frazione di Soliera, dove un nutrito gruppo di cittadine e cittadini si è riunito per chiedere con forza la riattivazione della fermata ferroviaria. Un'iniziativa promossa dalle forze di maggioranza del Comune di Soliera, che ha trasformato un angolo dimenticato della rete ferroviaria in palcoscenico di una rivendicazione politica precisa.

Una fermata che esiste ma è inutilizzata

La stazione di Appalto si trova sulla linea Verona-Modena, la stessa che collega Carpi al capoluogo e che prosegue verso Mantova. È una storia che si trascina da anni: la fermata è formalmente presente nelle infrastrutture, ma di fatto non è servita da alcun treno passeggeri. Una situazione analoga, per certi versi, alla vicina stazione di Soliera Modenese, anch'essa attiva solo per incroci e precedenze di treni merci. Intanto, la linea Modena-Carpi-Mantova continua a essere teatro di disservizi: dal marzo 2026 le denunce per ritardi e cancellazioni si moltiplicano, e ancora a maggio il servizio ha subito interruzioni significative.

È in questo contesto che la richiesta di riaprire Appalto acquista un peso ulteriore. Non si tratta di un capriccio localista, ma di un tassello all'interno di una strategia di mobilità che Soliera porta avanti con coerenza: alleggerire le strade, ridurre congestione e inquinamento, offrire a chi studia e lavora un'alternativa collettiva davvero praticabile.

La voce dei capigruppo e della sindaca

Al presidio sono intervenuti i tre capigruppo consiliari della maggioranza: Fabio Amadei per il Partito Democratico, Luca Ronchetti per Sinistra Ambientalista-AVS e Andrea Ori per Viviamo Soliera. Il messaggio condiviso è stato netto: serve il coraggio di proporre un modo diverso di muoversi, moderno, collettivo, più equo sul piano sociale e coerente con le necessità ambientali.

La sindaca Caterina Bagni ha ribadito che la riapertura della fermata non è un obiettivo recente né improvvisato: «La riapertura della fermata ferroviaria è una questione che non abbiamo mai smesso di presidiare, mantenendo coerenza anche nelle scelte collaterali e negli investimenti. Ogni risorsa destinata a interventi non in linea con il principio della mobilità sostenibile rischia di sottrarre opportunità concrete a un progetto che consideriamo strategico per lo sviluppo economico-sociale del territorio».

Bagni ha poi sottolineato come l'obiettivo non riguardi solo Soliera: la riattivazione della stazione di Appalto è già inserita tra i punti strategici del Piano Urbanistico Generale delle Terre d'Argine, approvato nel marzo 2024, a conferma che si tratta di una priorità condivisa dall'intera Unione. «Per questo riteniamo necessario unire le forze e portare al tavolo regionale una proposta unitaria della provincia di Modena», ha concluso la sindaca.

Trande annuncia un'interrogazione in Regione

Sul fronte regionale, il consigliere regionale Paolo Trande di Alleanza Verdi e Sinistra Emilia-Romagna ha annunciato un'azione concreta: «La mobilità è una questione di qualità della vita. La riapertura di questa stazione è una scelta di buonsenso e attenzione verso il territorio; per questo presenterò un'interrogazione in Regione Emilia-Romagna, insieme al tema dei continui disservizi sulla linea Mantova-Modena, perché occorre tenere alta l'attenzione su questo tema fondamentale».

Il sogno della metropolitana di superficie

Dietro la richiesta specifica della fermata di Appalto si intravede un progetto più ambizioso: la costruzione di una vera metropolitana di superficie capace di collegare in modo efficace Modena, Soliera e Carpi. Un'idea che torna ciclicamente nel dibattito politico locale da almeno un decennio, ma che oggi sembra trovare una sponda più solida, grazie all'inserimento nel Piano Urbanistico Generale e a una mobilitazione che, come sottolineano i promotori, non si fermerà al presidio di oggi.

Per i circa 750 studenti solieresi che ogni giorno raggiungono gli istituti superiori di Modena e Carpi su autobus spesso sovraffollati, la posta in gioco è concreta e quotidiana. Il presidio di domenica è un passo di una mobilitazione che chiede risposte istituzionali, investimenti e scelte coerenti: il treno passa, manca solo la volontà di farlo fermare.

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