Greg Paltrinieri torna in acqua: dalla Spagna alla Sardegna a caccia del podio


Greg Paltrinieri torna in acqua: dalla Spagna alla Sardegna a caccia del podio

C'è un figlio di Carpi che non smette mai di stupire. Gregorio Paltrinieri, nato il 5 settembre 1994 nella nostra città, il nuotatore che ha portato il tricolore su ogni podio olimpico immaginabile, si è presentato alle Baleari con la voglia di chi ha ancora fame. E la fame, ad Ibiza, si è tradotta in un bel piatto d'argento.

L'argento di Ibiza: quando Greg azzecca la gara giusta

La settimana scorsa la tappa della World Cup di nuoto di fondo a Ibiza ha regalato luci e qualche ombra. Nella 10 km il nostro Greg aveva chiuso in una non esaltante diciannovesima posizione, vittima di quel nemico subdolo che è l'acqua fredda e di crampi che gli avevano paralizzato le braccia. Un'avversità fisica, non un cedimento di carattere, sia chiaro.

Ma il campione vero sa come reagire. Nella 3 km knockout sprint, gara spettacolare che premia chi sa gestirsi a tappe e poi esplodere nel finale, Paltrinieri ha cambiato marcia. Nel rettilineo finale di Santa Eulalia ha piazzato la zampata del predatore, si è lanciato all'inseguimento del leader ungherese David Betlehem, vicecampione mondiale in carica e già vincitore della 10 km del giorno prima, toccando il muro in 5'45"2 con soli 1"9 di distacco. Terzo il francese Marc-Antoine Olivier in 5'46"6, mentre il campione mondiale tedesco Florian Wellbrock ha chiuso nono, a 14 secondi dal vincitore.

Greg, al suo primo podio nella specialità knockout a livello di Coppa del Mondo, ha spiegato con la chiarezza di chi conosce il proprio mestiere: «Finalmente un knockout fatto bene. Avevo buone sensazioni anche nella dieci chilometri, ma poi ho sbagliato gara. Invece oggi ho gestito meglio lo sforzo. La chiave è stata partire forte, mettermi subito davanti. Sui 500 metri non si riescono a fare tanti sorpassi, quindi partire bene è fondamentale. Poi ho cercato di attaccare Betlehem, ma sullo sprint il magiaro è un animale. Mi accontento della bella gara e della buona prestazione».

Golfo Aranci, quarta volta è di casa

Archiviata l'Isla Blanca, la carovana del fondo mondiale si sposta in Sardegna, alla Costa Smeralda. La tappa di Golfo Aranci, che le star internazionali del fondo visitano per il quarto anno consecutivo, è in programma venerdì 1 e sabato 2 maggio. Un appuntamento ormai di casa, e non solo per modo di dire: lo scorso ottobre fu proprio qui l'ultima tappa del circuito, con Ginevra Taddeucci che conquistò la classifica generale.

 

I numeri di questa edizione sono inediti per una tappa della World Cup: 180 iscritti in rappresentanza di 27 nazioni, arrivati in Sardegna direttamente con un charter organizzato dagli stessi organizzatori dall'Isla Blanca fino ad Olbia. Una logistica da grande evento, segno che il nuoto di fondo sta crescendo in popolarità e struttura.

Il programma delle gare

Venerdì 1° maggio si comincia con la 10 km, la distanza regina del fondo, che vedrà al via 136 atleti, 77 uomini e 59 donne. Alle 9:00 scatta la gara maschile, con Paltrinieri e il compagno di squadra Andrea Filadelli, reduce dal terzo posto di Ibiza, insieme ai grandi nomi del circuito: Florian Wellbrock, campione olimpico tedesco, i magiari David Betlehem e Kristóf Rasovszky e i francesi Marc-Antoine Olivier e Sacha Velly. Alle 12:00 toccherà alle donne, con Ginevra Taddeucci, bronzo olimpico, che proverà ad insidiare l'australiana Moesha Johnson, vincitrice di entrambe le tappe precedenti a Soma Bay e Ibiza.

Sabato mattina alle 9:00 ritorna la staffetta mista 4x1500, assente ad Ibiza, seguita nel pomeriggio dalle spettacolari 3 km knockout sprint: quella maschile prende il via alle 15:00, quella femminile alle 16:30. Trentadue gli azzurri presenti in Sardegna, un contingente corposo che testimonia la salute del fondo italiano.

In diretta su Rai Sport

Per chi vuole seguire il nostro Greg dal divano di casa, le gare saranno trasmesse in diretta su Rai Sport, con il commento di Luca Sacchi e Tommaso Mecarozzi e la mix zone affidata a Elisabetta Caporale. Un buon motivo, diciamolo, per passare il primo maggio davanti alla televisione senza sentirsi in colpa.

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