Bus e studenti, Carpi batte i pugni: «I ritardi non possono diventare la normalità»

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Bus e studenti, Carpi batte i pugni: «I ritardi non possono diventare la normalità»

Arrivare a scuola in orario, a Carpi, per centinaia di ragazze e ragazzi che ogni mattina salgono su un autobus dai comuni limitrofi e da fuori provincia, non è ancora una certezza. Il Comune ha deciso di alzare il tono e di chiedere conto a Seta delle criticità che si ripetono sul trasporto pubblico urbano ed extraurbano.

«I disagi che si stanno ripetendo nel trasporto scolastico non sono accettabili. Abbiamo incontrato studenti e genitori, ascoltato le loro difficoltà e raccolto segnalazioni puntuali. Parliamo di ragazze e ragazzi che arrivano in ritardo a scuola, che viaggiano su mezzi sovraffollati o che, in alcuni casi, vengono lasciati a terra. Sono problemi reali, che pesano sulle famiglie e compromettono la regolare frequenza scolastica. Come Amministrazione non intendiamo limitarci a prenderne atto: chiediamo che vengano affrontati e risolti», afferma l'assessora alla Mobilità Serena Pedrazzoli.

Cosa chiede il Comune

Il cuore della richiesta è una programmazione di Seta più aderente alle reali esigenze dell'utenza scolastica, soprattutto nelle fasce orarie di ingresso e uscita dagli istituti. Attenzione particolare ai collegamenti tra la provincia di Reggio Emilia e le scuole di Carpi, dove serve un coordinamento più efficace tra territori e soggetti responsabili del servizio.

«La programmazione deve partire dai numeri reali degli studenti e dai loro spostamenti», prosegue Pedrazzoli. «Sappiamo che le difficoltà non riguardano soltanto Carpi e che su diverse linee extraurbane si stanno verificando problemi analoghi. Per questo serve una risposta coordinata, capace di intervenire sulle singole situazioni senza perdere di vista il funzionamento complessivo della rete. Conosciamo le difficoltà che Seta sta affrontando, a partire dalla carenza di autisti, ma queste criticità organizzative non possono continuare a ricadere sugli studenti. I problemi di un'azienda non possono diventare la normalità e ricadere su chi deve andare a scuola».

Un problema che supera i confini comunali

Le difficoltà carpigiane si inseriscono in un quadro più ampio che riguarda diversi comuni della provincia di Modena, con criticità particolarmente diffuse sulle linee extraurbane. Per questo è stato convocato un tavolo provinciale, al quale saranno portate anche le segnalazioni raccolte sul territorio carpigiano.

Il contesto: l'orario invernale e le polemiche di settembre

Il servizio del bacino provinciale di Modena è entrato nell'orario scolastico invernale da martedì 15 settembre, in vigore fino a sabato 5 giugno 2027, con corse scolastiche aggiuntive, adeguamenti di orario e mezzi a maggiore capienza. Tra le novità annunciate da Seta, l'istituzione di nuove corse delle linee 500 e 550 per agevolare il rientro degli studenti del Polo Leonardo di Modena verso Soliera, Carpi e Campogalliano. Che il tema fosse caldo lo si era capito già a settembre, quando il consigliere di Forza Italia De Rosa aveva denunciato bus stracolmi a Carpi, con Seta e Amo a replicare che i disagi erano dovuti agli orari scolastici provvisori. A inizio ottobre, però, la questione resta aperta: segno che la spiegazione del rodaggio iniziale non basta più.

I prossimi passi

Nei prossimi giorni l'Amministrazione incontrerà i vertici di Seta per chiedere un quadro aggiornato delle criticità carpigiane, interventi puntuali sulle corse più problematiche e tempi chiari per il miglioramento del servizio. In parallelo, il tavolo provinciale sarà la sede per rafforzare il coordinamento tra azienda di trasporto, agenzie della mobilità, istituzioni e scuole.

«Ciascuno deve fare la propria parte, nell'ambito delle rispettive responsabilità», conclude l'assessora. «Da parte nostra continueremo a seguire direttamente la situazione e a verificare che agli impegni corrispondano risultati. Non ci accontenteremo di rassicurazioni generiche: servono soluzioni e tempi verificabili. Una ragazza o un ragazzo che esce di casa per andare a scuola deve poter contare su un autobus che arriva e sul quale può salire. È una richiesta semplice, alla quale il servizio pubblico ha il dovere di dare risposta».

Il giudizio, a questo punto, lo daranno i fatti. La carenza di autisti è un problema strutturale e noto, che non si risolve con un comunicato; ma la misura del successo sarà molto concreta e verificabile ogni mattina alla fermata, con il numero di studenti che restano a terra. Su quello, e non sulle dichiarazioni, si misurerà l'efficacia del confronto annunciato.

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