Un bilancio sociale da 52 milioni di euro. È la cifra che l'Unione delle Terre d'Argine mette sul piatto con il Programma attuativo 2026 del Piano di zona per la salute e il benessere sociale, approvato dalla Giunta dell'Unione nella seduta di mercoledì 7 ottobre, alla quale ha partecipato anche la direttrice del Distretto sanitario di Carpi, Stefania Ascari.
Il Piano di zona è lo strumento con cui, partendo dagli indirizzi del Piano socio-sanitario regionale, il territorio decide quali servizi attivare e come rispondere ai bisogni dei cittadini nell'ambito del welfare. Al centro ci sono il contrasto all'esclusione e alla povertà, l'attenzione alle situazioni di fragilità, l'integrazione tra servizi sanitari e sociali e la coprogettazione con il terzo settore.
Come vengono distribuite le risorse
La fetta più consistente, 20 milioni di euro, è destinata a minori e famiglie. Seguono gli interventi per gli anziani con 14,5 milioni e quelli per le persone con disabilità con 9 milioni. Tre milioni vanno alla multiutenza, altri 3 al contrasto alle povertà, 1,6 milioni alle dipendenze e quasi un milione agli interventi per i migranti. Dei 52 milioni complessivi, 15 arrivano da risorse proprie dell'Unione, mentre la parte restante proviene da Regione Emilia-Romagna, Azienda Usl e Ministeri competenti.
Un confronto utile per il lettore: il Programma attuativo del 2025, approvato lo scorso autunno, valeva oltre 53 milioni di euro. La dotazione complessiva, dunque, resta sullo stesso ordine di grandezza, con una leggera flessione.
I numeri del 2025: chi è stato raggiunto davvero
Le cifre dell'anno precedente danno la misura concreta di cosa significhino questi stanziamenti. Gli sportelli sociali hanno registrato quasi cinquemila contatti e sono stati 1.626 i nuclei familiari che hanno beneficiato di contributi economici, tra adulti, anziani, persone con disabilità e famiglie con minori. Oltre mille gli anziani assistiti nelle Case residenza per anziani, nei centri diurni, a domicilio o con ricoveri di sollievo e assegni di cura. Trecento le persone con disabilità ospitate in strutture residenziali o seguite con centri diurni, assistenza domiciliare, supporto socio occupazionale, sollievo per le famiglie e assegni di cura.
Sul fronte della tutela dei minori sono stati assistiti oltre 1.600 tra ragazzi e ragazze in situazione di difficoltà, con 58 minori in comunità e 17 minori stranieri non accompagnati. Capitolo inclusione lavorativa: nel 2025 sono stati attivati 310 tirocini formativi in ambito sanitario, sociale e con il programma Gol, Garanzia occupabilità lavoratori.
I 31 posti in più
La novità più tangibile per le famiglie riguarda l'ampliamento dell'offerta residenziale e diurna. Nel 2026 è stata avviata l'attivazione di ulteriori 25 posti di Casa residenza per anziani, oggetto di un avviso attualmente in corso: i primi ingressi sono previsti entro la fine dell'anno, con il progressivo completamento nel corso del 2027, quando il nuovo assetto entrerà pienamente a regime.
A questi si aggiungono due posti definitivi a partire da dicembre, uno nel Centro diurno per anziani La Cappuccina e uno nel Centro diurno anziani Le Radici, oltre a due posti nel Centro socio riabilitativo diurno per persone con disabilità Belchite di Carpi, uno al centro socio riabilitativo diurno Emmanuel di Carpi e uno al Centro socio riabilitativo residenziale Casa Sant'Ermanno di Carpi, in essere da giugno. In totale, 31 posti in più nei servizi rivolti a persone anziane e con disabilità.
Le voci
«Il Piano di zona rappresenta sempre una grande opportunità di programmazione e confronto», dichiara Stefania Ascari, direttrice del Distretto di Carpi, «perché raccoglie e mette a sistema le progettualità condivise a livello distrettuale con gli enti locali e con il tessuto sociale della comunità. È uno strumento che ci permette di leggere i bisogni del territorio, individuare le priorità e costruire risposte integrate, mettendo in rete le competenze e le risorse disponibili. Anche il Programma attuativo 2026 conferma questa capacità di lavorare insieme, con l'obiettivo di rafforzare i servizi e accompagnare le persone e le famiglie nei diversi momenti di bisogno».
«Dietro questi 52 milioni di euro», sottolinea il sindaco di Carpi e assessore alle Politiche sociali dell'Unione, Riccardo Righi, «c'è un lavoro straordinario di cura, ascolto e sostegno, che ogni giorno coinvolge i servizi sociali e sanitari, il terzo settore e tante professionalità del nostro territorio. A tutte queste persone va il nostro ringraziamento: è grazie al loro impegno che le risorse diventano risposte concrete per chi ha bisogno». Righi insiste sul cambiamento dei bisogni: «In un'epoca in cui i bisogni cambiano rapidamente, dobbiamo saperli riconoscere e adeguare i servizi, per stare al fianco delle persone più fragili e delle loro famiglie». E sull'ampliamento dell'offerta parla di «un passo concreto per rispondere a una domanda crescente e offrire alle famiglie un sostegno su cui poter contare».
Cosa cambia per Carpi e per i Comuni dell'Unione
Per i cittadini di Carpi, Campogalliano, Novi di Modena e Soliera il significato pratico è duplice. Da un lato la conferma di un impianto di servizi che nel 2025 ha intercettato migliaia di persone, dagli sportelli sociali ai contributi economici. Dall'altro un aumento dei posti disponibili nelle strutture, che è la risposta più attesa dalle famiglie alle prese con liste e tempi di attesa. Il banco di prova sarà il 2027, quando i 25 nuovi posti di Casa residenza dovranno andare pienamente a regime: è su quel passaggio, più che sulla cifra complessiva, che si misurerà l'efficacia della programmazione approvata.