C'è una storia che il territorio modenese racconta spesso con orgoglio: quella di un distretto manifatturiero capace di innovarsi, di guardare avanti, di scommettere sul futuro. Ma c'è un'altra storia, meno raccontata, che riguarda quei ragazzi che quel futuro lo vedono benissimo, a modo loro, e che spesso restano ai margini non per mancanza di talento, ma per mancanza di tempo e di strumenti giusti. WORK IN prova a cambiare questa storia.
Un progetto nato dalla voglia di non sprecare nessuno
Presentato giovedì 11 giugno 2026 a Carpi, in una serata dedicata del Rotary Club Carpi ETS, il progetto WORK IN nasce dall'incontro tra due realtà che sul territorio lavorano da anni con serietà e discrezione. Da un lato H.O.P.E. APS, acronimo di Help One Person Everyday, associazione che da tempo accompagna studenti neurodivergenti attraverso doposcuola specializzati, supporto psicologico e percorsi formativi che usano robotica, coding, machine learning e serious games. Dall'altro il Rotary Club Carpi ETS, che non si limita questa volta al ruolo di patrocinatore, ma scende in campo come ponte vero e proprio tra il mondo dell'associazionismo e quello delle imprese.
L'obiettivo, detto con la semplicità che merita, è uno solo: prendere quei giovani con competenze STEM fuori dal comune e accompagnarli, con metodo e pazienza, fino alla soglia di una azienda. E poi, possibilmente, farli entrare.
Il talento che nessuno vede
La letteratura scientifica internazionale lo dice con chiarezza, e chi lavora ogni giorno con questi ragazzi lo sa anche senza aver letto le riviste accademiche: molti profili neurodivergenti possiedono capacità straordinarie nel riconoscimento di schemi, nel pensiero sistemico, nella gestione di dati complessi. Competenze che nelle discipline STEM, oggi più che mai, valgono oro. Eppure, il mercato del lavoro stenta ancora a valorizzarle. In un distretto come quello modenese, dove manifattura evoluta e servizi avanzati cercano continuamente figure con preparazione tecnica, il rischio concreto è quello di perdere un capitale umano prezioso solo perché mancano gli strumenti giusti e i tempi adeguati di inserimento.
Stefania Mai, Presidente di H.O.P.E., lo dice con parole nette: «Le imprese migliori coltivano oggi i talenti STEM di domani: a Modena questa sfida passa anche dalla capacità di riconoscere e valorizzare quei ragazzi che spesso si sentono ai margini, ma che nel contesto giusto possono diventare una risorsa strategica per la competitività del distretto». Difficile darle torto.
Come funziona: quattro fasi, un tutor, zero improvvisazione
Il cuore del progetto è un percorso strutturato in quattro fasi di tirocinio graduale, costruito attorno alle realtà produttive reali. I moduli formativi non sono generici: vengono progettati insieme alle aziende, su software, procedure e routine specifiche di ogni singola realtà, in modo da ridurre al minimo quegli imprevisti che nelle prime settimane di inserimento possono fare la differenza tra un'esperienza riuscita e una fallita.
Ogni partecipante è già stato osservato e accompagnato da H.O.P.E. in un percorso precedente, con tutor dedicati e strumenti compensativi personalizzati. Le aziende che aderiscono trovano quindi ragazzi già pronti al confronto con il mondo del lavoro, affiancati da un tutor dell'associazione che riduce il carico organizzativo interno. Meno costi di onboarding, meno tempo richiesto ai referenti interni, maggiore probabilità di un inserimento davvero in linea con le esigenze produttive. E, non da ultimo, un impatto ESG concreto e documentabile.
SIR Robotics: la prima azienda a dire sì
La prima realtà imprenditoriale ad aderire è SIR Robotics S.p.A. di Modena, nome di riferimento nella robotica industriale italiana, attiva in settori che vanno dall'automazione manifatturiera alle soluzioni per le energie rinnovabili. Un'azienda che lavora ogni giorno con tecnologie avanzate e che ha scelto di mettere a disposizione i propri processi e ambienti per i percorsi laboratoriali dei ragazzi di H.O.P.E. Non è solo un gesto di responsabilità sociale: è il riconoscimento, pratico e concreto, che il talento non ha una sola forma.
Il Rotary come collante tra mondi diversi
Il Rotary Club Carpi ETS porta in dote qualcosa di difficile da costruire in poco tempo: una rete e una credibilità consolidate in anni di presenza sul tessuto economico e sociale carpigiano. Questo significa capacità di attrarre nuove imprese, di facilitare l'accesso a bandi e risorse, di monitorare nel tempo la qualità del progetto. Il Club ha dichiarato di aver aderito «con convinzione, riconoscendone il valore sociale e la capacità di promuovere un modello virtuoso di collaborazione tra associazioni, imprese e territorio, a beneficio dei giovani e della comunità».
Sono parole che, in bocca a chi poi si siede al tavolo con le aziende e ottiene risultati, pesano il giusto.
Una porta aperta alle imprese del distretto
WORK IN non è ancora un progetto chiuso: è una chiamata aperta, rivolta in particolare alle aziende modenesi che vogliono unire competitività, radicamento nel territorio e responsabilità sociale. Aderire significa aprire le porte a moduli formativi costruiti su attività reali, indicare un referente interno, condividere processi e strumenti. E quando il tirocinio funziona, valutare un inserimento stabile.
Carpi e il suo distretto hanno dimostrato tante volte di saper trasformare le idee in fatti. Questa volta, l'idea è che nessun talento vada sprecato. Vale la pena provarci.