Chi vuole sedersi al tavolo di AIMAG? Carpi cerca il suo candidato per il nuovo CdA entro il 19 giugno


Chi vuole sedersi al tavolo di AIMAG? Carpi cerca il suo candidato per il nuovo CdA entro il 19 giugno

C'è una poltrona disponibile, e stavolta si fa sul serio. Il Comune di Carpi ha aperto il bando per selezionare il candidato al ruolo di presidente del Consiglio di amministrazione di AIMAG, la multiutility che gestisce gas, acqua, energia elettrica e rifiuti per decine di migliaia di famiglie e imprese del territorio modenese e mantovano. Le domande vanno presentate entro venerdì 19 giugno alle ore 12, sul sito del Comune nella sezione Amministrazione trasparente.

Non è una semplice formalità burocratica. Dietro questo avviso pubblico c'è un capitolo lungo e non sempre sereno della vita istituzionale locale, che oggi prova a voltare pagina con metodo, trasparenza e un pizzico di ottimismo.

Il contesto: dopo Hera, i Comuni riprendono in mano la governance

Per capire perché questo rinnovo abbia un peso specifico maggiore del solito, bisogna tornare indietro di qualche anno. Nel 2023 era scaduto il precedente Patto di sindacato tra i soci pubblici di AIMAG, e il tentativo di avvicinamento alla multiutility bolognese Hera aveva aperto una diatriba legale che si era trascinata a lungo, con il TAR e la Corte dei Conti chiamati a dire la loro. La Corte dei Conti aveva di fatto bocciato il nuovo corso, ribadendo la necessità di un controllo pubblico solido sulla società.

Il risultato è che oggi, nel maggio 2026, i Comuni soci si sono ritrovati compatti attorno a un nuovo Patto di sindacato, approvato dai rispettivi Consigli comunali. Il 29 maggio si è tenuta a Mirandola la prima riunione della nuova Direzione del Patto, che ha eletto all'unanimità come proprio presidente il sindaco di Carpi Riccardo Righi. «In questi mesi abbiamo dimostrato che il lavoro di squadra non è solo un metodo, ma il modo più efficace per affrontare questioni complesse», ha detto Righi accettando l'incarico. Parole sobrie, ma che descrivono bene quanto il cammino sia stato tutt'altro che in discesa.

Chi può candidarsi e per quale ruolo

La procedura di selezione è articolata e coinvolge diversi soggetti istituzionali. Il Comune di Carpi cerca il candidato alla presidenza del CdA. I Comuni dell'Unione Terre d'Argine e dell'Unione del Sorbara possono proporre ciascuno un componente del Consiglio di amministrazione. Sul versante del Collegio sindacale, l'Unione Terre d'Argine nominerà un membro effettivo, mentre l'Unione del Sorbara un membro supplente.

I requisiti non sono banali. Per il CdA si chiede una competenza tecnica o amministrativa comprovata, maturata in enti o aziende pubbliche e private. Per il Collegio sindacale, i candidati devono soddisfare i requisiti dell'art. 2397 del Codice civile per i sindaci di società per azioni, ed essere iscritti sia al Registro dei revisori legali sia all'Albo dei commercialisti o all'Ordine degli avvocati. Non ci si improvvisa, insomma.

Il percorso verso l'assemblea del 25 giugno

Le candidature raccolte saranno valutate dai sindaci dei Comuni interessati. I nomi selezionati saranno poi proposti alla Direzione del Patto di sindacato, e le nomine definitive spetteranno all'Assemblea dei soci di AIMAG, convocata per giovedì 25 giugno, in occasione dell'approvazione del bilancio societario.

Tutto si svolge in circa tre settimane: un calendario stretto, segno che questa volta i Comuni vogliono chiudere rapidamente e bene, senza lasciare spazio a lungaggini o colpi di scena. D'altra parte, una società che serve oltre centomila utenti, gestisce reti idriche, gas e raccolta differenziata, non può permettersi di restare in una governance provvisoria più del necessario.

Un giudizio pragmatico: si può fare meglio, ma la direzione è giusta

Uno strumento come il Patto di sindacato, se ben utilizzato, è una garanzia reale per i cittadini: significa che i Comuni, cioè i proprietari nominali di AIMAG, si siedono attorno a un tavolo prima di decidere, si coordinano, e portano all'assemblea dei soci una linea condivisa. È esattamente quello che era mancato nel periodo della controversia con Hera, quando le divisioni interne avevano rischiato di indebolire il controllo pubblico su un asset strategico.

La sfida vera, però, viene dopo le nomine. AIMAG opera in un settore sempre più complesso, dove la transizione energetica, gli investimenti sulle reti e la competitività dei costi pesano quanto la burotocrazia dei bandi. Un consiglio di amministrazione scelto con cura e competenza è il punto di partenza, non il traguardo. I carpigiani, che ogni mese ricevono una bolletta firmata AIMAG, hanno tutto il diritto di aspettarsi che attorno a quel tavolo siedano le persone più capaci, non semplicemente le più disponibili.

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