Bolletta dei rifiuti su del 10%, FdI rompe gli indugi: «Non basta indignarsi, servono fatti»


Bolletta dei rifiuti su del 10%, FdI rompe gli indugi: «Non basta indignarsi, servono fatti»

Quando la bolletta arriva e il cuore sobbalza, non è una fattura qualunque: è la TARI che cresce. Anche a Carpi, come in mezza Emilia-Romagna, l'aumento ha superato il 10 per cento. E c'è chi ha deciso che prendere atto e alzare le spalle non era più sufficiente.

I quattro consiglieri comunali di Fratelli d'Italia, Annalisa Arletti, Federica Carletti, Tommaso Casolari e Claudio Cortesi, non si sono limitati al voto contrario in Consiglio. Hanno portato tre emendamenti. Concreti, numerati, scritti nero su bianco. Perché, dicono, «non potevamo voltarci dall'altra parte mentre cittadini e imprese si trovano a fare i conti con questa nuova stangata».

Tre proposte, un principio

Il primo emendamento ha il sapore del buonsenso: le maggiori entrate che il Comune incasserà recuperando l'evasione tariffaria, e sappiamo che il fenomeno esiste, eccome, dovranno essere destinate prioritariamente alla riduzione delle tariffe degli anni successivi. Tradotto: prima si va a bussare alla porta di chi non ha mai pagato, poi si abbassa il conto a chi le tasse le ha sempre versate, puntuali e silenziose. «Una questione di equità», lo chiamano. E in effetti è difficile dargli torto.

Il secondo emendamento guarda dritto negli occhi i commercianti: istituire un fondo comunale per le micro e piccole attività, quegli esercizi di vicinato che tengono accese le luci del centro e delle frazioni anche quando i margini si assottigliano. Per loro, ogni aumento della TARI è un mattone in più su spalle già cariche.

Il terzo è una sveglia per AIMAG e ATERSIR: la Giunta dovrà attivarsi per pretendere un piano di efficientamento del servizio, individuando sprechi e margini di risparmio prima che il conto arrivi, implacabile, nelle case dei carpigiani.

Il contesto: la partita provinciale

La protesta di Fratelli d'Italia non cade nel vuoto. Proprio in questi giorni il sindaco di Carpi Riccardo Righi e il collega di Modena Massimo Mezzetti, entrambi presidenti del Patto di sindacato delle rispettive multiutility, hanno promosso un tavolo provinciale con istituzioni, imprese e sindacati. L'obiettivo dichiarato è affrontare l'impennata dei costi, energia, carburanti, materie prime, rinnovo del contratto nazionale dei lavoratori del settore ambientale, che ha colpito un po' tutti, «a prescindere dai sistemi di raccolta», precisano i due primi cittadini.

Ma tra il tavolo provinciale che discute e la bolletta che scade, i tempi non sempre coincidono. E i consiglieri Arletti, Carletti, Casolari e Cortesi lo sanno bene: «Se oggi i cittadini sono chiamati a pagare bollette più pesanti, è dovere della politica pretendere che ogni possibile margine di efficientamento venga perseguito. Non possiamo accettare che l'aumento dei costi sia sempre e soltanto scaricato su famiglie e imprese.»

 

Una questione di metodo

In un'epoca in cui la politica si consuma spesso in dichiarazioni roboanti e polemiche sterili, il gesto dei quattro consiglieri ha un tratto quasi d'altri tempi: emendamenti scritti, proposte misurabili, un percorso tracciato. Che poi la maggioranza li accolga, li bocci o li trasformi in qualcos'altro, lo si vedrà nei prossimi giorni. Quel che conta, per chi siede all'opposizione, è aver messo il dito su un problema che tocca la vita quotidiana di migliaia di famiglie.

«Ci auguriamo che la maggioranza li valuti senza pregiudizi», concludono i consiglieri. E forse, in tempi di aumenti che sembrano inevitabili come la pioggia d'autunno, anche solo fermarsi a discutere di come rendere il sistema più giusto sarebbe già un piccolo passo. Perché quando la bolletta sale, l'unica cosa che non può salire è l'indifferenza.

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