Un patto per le nuove generazioni: l'Emilia-Romagna si mobilita contro la denatalità


Un patto per le nuove generazioni: l'Emilia-Romagna si mobilita contro la denatalità

L'Emilia-Romagna sceglie di affrontare la crisi demografica con una legge regionale ad hoc. L'Assemblea legislativa ha approvato all'unanimità l'Ordine del Giorno presentato dalla consigliera modenese del Partito Democratico Ludovica Carla Ferrari, che impegna la Giunta a presentare entro il 31 dicembre 2026 un progetto di legge organico per il sostegno della genitorialità e il contrasto della denatalità.

I numeri della crisi

Nel 2025 in Italia sono nate circa 355 mila bambine e bambini, a fronte di 652 mila decessi: un saldo naturale negativo di quasi 296 mila persone, con un tasso di fecondità sceso a 1,14 figli per donna, il più basso mai registrato nel Paese. L'Emilia-Romagna non fa eccezione: la popolazione regionale raggiunge 4.488.162 residenti, appena 5.185 in più rispetto all'anno precedente, ma il saldo naturale resta fortemente negativo.

La provincia di Modena è uno degli esempi più significativi: pur essendo tra i territori economicamente più solidi e attrattivi, registra un saldo naturale negativo di oltre 2.700 persone, con una crescita demografica sostenuta quasi esclusivamente dai flussi migratori.

Cosa prevede la futura legge

L'Ordine del Giorno nasce dal lavoro dell'Intergruppo assembleare sulla Demografia, coordinato dalla stessa Ferrari insieme alla consigliera Elena Ugolini. Il provvedimento impegna la Regione a costruire politiche integrate su più fronti: servizi educativi 0-6 anni, politiche abitative per giovani e giovani coppie, lavoro stabile, conciliazione tra tempi di vita e lavoro, salute riproduttiva e contrasto allo spopolamento delle aree interne. Previste anche risorse pluriennali dedicate e un monitoraggio costante degli indicatori demografici.

«La vera sfida, spiega Ludovica Carla Ferrari, eletta nel 2024 in Consiglio regionale per il collegio di Modena, è creare le condizioni affinché le giovani generazioni possano realizzare i propri progetti di vita: trovare un lavoro stabile, accedere a un'abitazione, costruire una famiglia senza dover rinunciare alle proprie aspirazioni».

Una priorità trasversale

«Abbiamo scelto di portare la demografia al centro della programmazione regionale perché riguarda ogni ambito delle politiche pubbliche: welfare, sanità, scuola, lavoro, casa, sviluppo economico, urbanistica e mobilità, aggiunge Ferrari., La riduzione delle nascite e l'invecchiamento della popolazione non sono fenomeni da osservare passivamente, ma trasformazioni profonde che richiedono una nuova capacità di governo».

L'approvazione all'unanimità dell'Assemblea legislativa segnala una convergenza politica inedita su un tema che tocca il futuro delle comunità, del sistema economico e del welfare regionale. Ora la palla passa alla Giunta, chiamata a tradurre l'impegno in norme e risorse concrete entro la fine dell'anno.

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