Ci sono carriere che si misurano in decenni e in emergenze superate, in accordi costruiti pazientemente e in vite salvate grazie alla prevenzione. Quella di Davide Ferrari è una di queste. Il Direttore del Dipartimento di Sanità Pubblica dell'Azienda USL di Modena va in pensione dopo oltre 35 anni di servizio, lasciando un'istituzione che ha contribuito a plasmare e rafforzare lungo alcune delle stagioni più difficili della sanità italiana.
Un percorso tutto dentro la prevenzione
Ferrari approda nell'allora USL 16 di Modena nel 1991, subito dopo la specializzazione in Medicina del Lavoro conseguita all'Università di Verona. È il servizio di Medicina del Lavoro il primo terreno su cui costruisce la propria identità professionale, una scelta che non abbandonerà mai davvero. Nel 2003 assume la direzione facente funzione del Servizio Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (SPSAL) per l'area centro della provincia, incarico poi confermato per concorso due anni dopo.
È nel 2015 che arriva la guida del Dipartimento di Sanità Pubblica, una delle strutture più articolate dell'intera azienda sanitaria: Igiene Pubblica, Igiene degli alimenti e della nutrizione, Sanità veterinaria, Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro, Sicurezza impiantistica antinfortunistica, Medicina dello Sport ed Epidemiologia. Undici anni alla testa di un organismo che copre la salute collettiva nella sua forma più ampia.
Le sfide di una carriera: dal TAV al Covid
Tra i momenti più segnanti che Ferrari porta con sé, c'è il 2004, anno funestato da una serie di infortuni mortali nei cantieri della TAV nel territorio modenese. «Ogni volta che si verifica un infortunio mortale lo si vive come una sconfitta del sistema», ricorda il medico, sottolineando come quella stagione lo abbia convinto ancora di più della necessità di costruire reti tra istituzioni, parti sociali e imprese per rafforzare la cultura della sicurezza.
Ma è la pandemia da Covid-19 a rappresentare la prova più dura. «Non mi sarei mai aspettato di dover affrontare una situazione di tale gravità», dice Ferrari. «Di tutto quello che abbiamo passato mi porto dietro la grande capacità di resilienza del sistema sanitario e del Dipartimento in particolare». Il ricordo che pesa di più, però, è quello delle persone: «A livello umano, ciò che mi ha colpito di più è stata la sofferenza delle persone: un'esperienza che mi ha insegnato ancora di più il valore dell'ascolto e dell'empatia».
Nel corso degli anni Ferrari ha guidato il Dipartimento anche nella risposta alle emergenze legate alle arbovirosi e alla peste suina africana, contribuendo a costruire una capacità di risposta rapida e coordinata che oggi è uno dei punti di forza del sistema sanitario provinciale.
I giovani e la cultura della prevenzione
Filo rosso di tutta la carriera di Ferrari è la convinzione che la prevenzione si costruisca prima di tutto nelle scuole. «Ho sempre creduto che la cultura della sicurezza debba partire dalla scuola», afferma. «Investire sui giovani significa investire sui lavoratori di domani». Una visione che ha orientato il suo stile di direzione e che ha trovato espressione concreta anche nella guida dei Piani Regionali della Prevenzione 2015-2019 e 2020-2025, di cui Ferrari è stato responsabile aziendale, strumenti di programmazione che definiscono obiettivi e strategie per migliorare la salute della popolazione emiliano-romagnola.
«Costruire salute insieme»
C'è una frase che Ferrari usa per riassumere tutto: costruire salute insieme. «Non è soltanto uno slogan, ma la motivazione che ha ispirato il mio lavoro. La salute si costruisce ogni giorno attraverso la prevenzione, collettiva e individuale, la promozione e l'adozione di sani stili di vita e la partecipazione di tutti».
Un principio che ha orientato anche il suo approccio alla direzione di un Dipartimento «molto vasto ed eterogeneo», come lui stesso lo definisce, nel quale ha cercato di favorire l'integrazione e il lavoro trasversale tra i servizi, potendo contare su una squadra di professionisti e direttori di grande competenza.
Il saluto del Direttore Generale
A nome della Direzione aziendale e di tutti i professionisti dell'AUSL, il Direttore Generale Mattia Altini ha voluto salutare personalmente Ferrari: «Saluto con tanta gratitudine il dottor Davide Ferrari, che ha dedicato così tanti anni di servizio alla sanità modenese, sempre orientato alla prevenzione e alla costruzione della salute insieme alle comunità. La sua esperienza ci ha sostenuti in momenti di grande difficoltà, nei quali ha saputo guidare il suo Dipartimento e tutti gli operatori con responsabilità, competenza e senza mai venir meno all'attenzione alle persone».
Altini ha concluso con un impegno: «Siamo consapevoli di quanto questi percorsi siano complessi e richiedano collaborazione tra istituzioni e comunità, cosa che il dottor Ferrari ha sempre alimentato: in questa direzione continuiamo a impegnarci per rafforzare un sistema sanitario pubblico capace di prendersi cura delle fragilità e rispondere ai bisogni dei cittadini. A lui auguriamo anni di sereno e meritato riposo».