Quattro anni di attività, 424 progetti sostenuti, oltre 15,3 milioni di euro destinati alla comunità e un patrimonio che al 31 dicembre 2025 ha superato i 308 milioni di euro, con una crescita di oltre 20 milioni rispetto all'inizio del mandato. Sono i numeri del bilancio quadriennale con cui la Fondazione CR Carpi chiude il ciclo del Consiglio di Amministrazione insediato nel settembre 2022, presentando oggi un consuntivo che parla tanto di solidità finanziaria quanto di radicamento nel territorio.
«In questi anni abbiamo cercato di interpretare il ruolo della Fondazione non come quello di un soggetto che opera da solo, ma come un punto di incontro e di dialogo», spiega il presidente Mario Ascari. «Il principio del fare squadra ha guidato ogni nostra scelta, nella convinzione che i risultati più importanti nascano dalla capacità di condividere obiettivi e percorsi con il territorio».
Un patrimonio che cresce: i numeri della gestione finanziaria
Sul fronte economico, il quadriennio si chiude con risultati che definire positivi sarebbe riduttivo. Gli avanzi di gestione generati dall'attività finanziaria hanno superato complessivamente i 40 milioni di euro, con una media superiore ai 10 milioni per esercizio. Il 2025 si è rivelato l'anno più brillante del ciclo, con un avanzo di oltre 16 milioni di euro, favorito anche dai proventi derivanti dalla cessione di parte delle partecipazioni detenute in Intesa Sanpaolo, una scelta strategica approvata dal Consiglio di Indirizzo.
La Fondazione ha inoltre lavorato sistematicamente al rafforzamento delle proprie riserve: nel quadriennio sono stati accantonati ulteriori 9,4 milioni di euro nei fondi destinati a garantire continuità alle erogazioni future, che raggiungono oggi un ammontare complessivo superiore ai 19,5 milioni. Avanzano anche i recuperi delle riserve utilizzate negli anni precedenti: il Fondo Atlante è ricostituito al 96,4%, mentre la quota relativa a Banco BPM ha raggiunto il 45,1%, nel rispetto dei tempi fissati dal Ministero dell'Economia e delle Finanze.
Scuola e giovani generazioni: 800mila euro per il Patto per la Scuola
Tra le priorità del mandato, la Fondazione ha riservato un'attenzione particolare al mondo dell'istruzione. Complessivamente 800 mila euro sono stati destinati al Patto per la Scuola dell'Unione Terre d'Argine, con interventi su inclusione, innovazione didattica, contrasto ai disturbi dell'apprendimento e sviluppo delle competenze digitali.
Sul fronte delle infrastrutture scolastiche, spicca il contributo di 1 milione di euro per l'adeguamento sismico e l'efficientamento energetico della Scuola dell'infanzia Muratori di Soliera, insieme a 120 mila euro per nuovi laboratori, aule digitali e spazi multifunzionali negli istituti superiori del territorio. A questi si aggiungono l'avvio del progetto per una nuova palestra polifunzionale, con un impegno pluriennale di 1,2 milioni di euro, e gli interventi di riqualificazione della palestra del plesso Guido Fassi per 235 mila euro.
Il Polo Universitario e Carpi Fashion System: investire sul futuro produttivo
L'investimento più ambizioso dell'intero mandato porta la firma del Polo Universitario di Carpi: 6 milioni di euro impegnati in un progetto pluriennale che abbraccia la formazione, la ricerca applicata, il trasferimento tecnologico alle imprese locali e lo sviluppo di nuove opportunità occupazionali. Il Polo ospita oggi il corso di Laurea Magistrale in Sustainable Industrial Engineering ed è aperto ad attività di alta formazione e ricerca.
Accanto all'università, la Fondazione ha sostenuto con oltre 770 mila euro il progetto Carpi Fashion System, a favore della formazione, dell'innovazione, della promozione e dell'internazionalizzazione delle imprese del comparto moda, uno dei pilastri storici dell'economia carpigiana.
Salute e welfare: dall'Ospedale Ramazzini alle cure palliative
Oltre 500 mila euro sono stati destinati al potenziamento tecnologico dell'Ospedale Ramazzini e dei servizi territoriali, attraverso l'acquisto di nuove apparecchiature biomediche e strumentazioni diagnostiche. Un ulteriore investimento di 400 mila euro ha rafforzato la rete locale delle cure palliative e dei pazienti oncologici, migliorando i percorsi di assistenza alle persone più fragili.
Sul versante sociale, il progetto Trame d'Argento, con oltre 320 mila euro, e il sostegno all'Emporio partecipativo Cinquepani, con 140 mila euro, hanno rappresentato risposte concrete alle difficoltà di famiglie e anziani. A questi si affianca il progetto Dalla parte degli ultimi, promosso in rete con le Fondazioni della provincia di Modena e sostenuto con 190 mila euro per attività di prevenzione, ascolto e formazione a tutela dei minori e delle persone più vulnerabili.
Il sottopasso di Parco Santacroce: 1,7 milioni per collegare la città al verde
Tra le opere più visibili e attese dai cittadini c'è il nuovo sottopasso ciclopedonale che collega via Bassa e via Bersana al Parco Santacroce, interamente finanziato dalla Fondazione con 1,7 milioni di euro. Un'infrastruttura realizzata in accordo con il Comune di Carpi, che ha reso possibile l'apertura al pubblico della grande area verde e che garantisce un collegamento sicuro tra il centro urbano, la frazione Santa Croce e il parco, favorendo una mobilità sostenibile per pedoni e ciclisti.
Cultura e memoria: dalla Festa del Racconto a Campo Fossoli
La cultura ha continuato a rappresentare un asse portante dell'azione istituzionale. Complessivamente 580 mila euro sono stati destinati alla Festa del Racconto e al programma espositivo di Palazzo dei Pio, mentre 240 mila euro hanno sostenuto la Fondazione Campo Fossoli nei suoi progetti di tutela e trasmissione della memoria storica alle nuove generazioni. Il festival Filosofia ha ricevuto 400 mila euro nell'arco del quadriennio.
Spazi permanenti per la comunità: dall'Auditorium San Rocco alla Città del tempo libero
Accanto all'attività erogativa, la Fondazione ha proseguito la propria strategia di creazione di infrastrutture permanenti: l'Auditorium San Rocco, la Casa del Volontariato, Habitat, Casa della Cultura di Soliera e il PAC, Polo Artistico Culturale di Novi di Modena compongono un sistema di spazi destinati alla comunità. Nel quadriennio si sono aggiunti il Polo Tecnologico Universitario e l'apertura al pubblico del Parco Santacroce. È stato inoltre avviato e portato a compimento l'iter amministrativo e progettuale della futura Città del tempo libero, destinata ad ampliare ulteriormente le possibilità di aggregazione e servizio per il territorio.
«Abbiamo lavorato per costruire relazioni solide e durature, fondate sul confronto, sulla competenza e sulla credibilità», conclude il presidente Mario Ascari. «Coordinare energie e mettere in rete istituzioni, associazioni e realtà del Terzo Settore significa creare le condizioni perché le opportunità generate dalla Fondazione possano tradursi in valore condiviso per l'intera comunità».