La Giunta carpigiana ha tirato fuori i guantoni da boxe. Davanti a un ricorso - presentato da una "persona giuridica" che preferisce rimanere nell'ombra - contro l'installazione dell'antenna Iliad nel parco giochi di piazzale don Venturelli, il Comune ha deciso di non fare un passo indietro.
Una scelta ponderata tra burocrazia e tecnologia
La decisione di resistere in giudizio non è arrivata a caso. La Giunta si è mossa solo dopo aver incassato il via libera dalla Conferenza dei servizi, con tanto di pollice alzato dalla dirigente Elena Mellon del Settore S5. Non solo: anche Arpae e l'Ufficio Ambiente comunale hanno dato parere positivo alla Stazione Radio Base. I numeri parlano chiaro: nel 2026 l'installazione di antenne per telefonia mobile segue procedure sempre più rigorose. La normativa nazionale non permette di stabilire distanze minime dai fabbricati a livello locale, ma ogni progetto deve superare controlli ambientali e sanitari stringenti. Iliad, come gli altri operatori, deve presentare programmi annuali preventivi ai Comuni per coordinare le installazioni.
Gli avvocati che non costano un euro
Una mossa intelligente quella della Giunta: ha affidato la difesa ad Alessia Trenti e Annamaria Grasso, avvocati convenzionati con l'Ufficio di Avvocatura Unico della Provincia di Modena. Il bello è che non costeranno nulla alle casse comunali, né in caso di vittoria né di sconfitta. Solo se dovessero vincere con compensazione delle spese legali, riceveranno il minimo tariffario. Un approccio pragmatico che dimostra come l'amministrazione sia convinta della bontà delle proprie ragioni, ma anche attenta a non sprecare soldi pubblici in battaglie costose.
Il parco giochi nel mirino
Al centro della controversia c'è un'area verde che i carpigiani conoscono bene: il parco giochi adiacente a piazzale don Venturelli. La scelta di installare qui l'antenna ha chiaramente fatto storcere il naso a qualcuno, tanto da spingere alla presentazione di un ricorso con richiesta di sospensiva cautelare. La questione tocca il delicato equilibrio tra progresso tecnologico e vivibilità urbana. Da una parte la necessità di migliorare la copertura della rete mobile - sempre più essenziale per cittadini e imprese - dall'altra la comprensibile preoccupazione per un'installazione in un'area frequentata da famiglie e bambini.
Una battaglia che va oltre Carpi
Questa vicenda riflette un fenomeno nazionale: l'installazione di nuove antenne per la telefonia mobile genera sempre più contenziosi. I gestori come Iliad, Tim, Vodafone e WindTre devono fare i conti con normative complesse e resistenze locali, mentre i Comuni si trovano a bilanciare esigenze tecnologiche e preoccupazioni dei cittadini. La partita legale carpigiana potrebbe fare giurisprudenza per casi simili. Se il Comune dovesse spuntarla, dimostrerebbe che una procedura ben condotta, con tutti i pareri tecnici in regola, può resistere anche alle contestazioni più agguerrite. Per ora, l'antenna di piazzale don Venturelli resta al centro di una battaglia che promette scintille nelle aule di tribunale.