Un caldo anomalo, durato più a lungo del solito e con temperature che in diversi giorni hanno sfiorato i 40 gradi, ha costretto la macchina socio-sanitaria della provincia di Modena a lavorare a pieno regime. Da metà giugno è scattata l'allerta rossa, e la rete costruita negli anni tra AUSL di Modena, Comuni, medici di medicina generale e associazioni di volontariato ha risposto come da protocollo, intercettando le fragilità e portando aiuto dove serviva.
La task force che si attiva ogni estate
Non si tratta di un'emergenza improvvisata. Ogni anno, entro la fine di maggio e fino a settembre, si costituisce una task force dedicata alle ondate di calore, così come previsto dalle indicazioni della Regione Emilia-Romagna. In ogni Distretto sanitario della provincia è attivo un coordinatore territoriale con un gruppo operativo composto da professionisti dell'area sociale e sanitaria: medici di famiglia, servizi sociali comunali, Aziende di servizi alla persona e realtà del volontariato.
Al centro del sistema c'è la mappatura delle persone fragili: anziani che vivono soli, malati cronici, chi si trova in condizioni di isolamento. Le informazioni vengono condivise tra tutti i soggetti coinvolti, che monitorano le condizioni delle persone a rischio e, in caso di necessità, attivano gli altri servizi o si rivolgono alla COT, la Centrale Operativa Territoriale, snodo di raccordo tra tutte le forze in campo.
I numeri del caldo: il 22 giugno giornata record
I dati raccolti dall'AUSL nel periodo tra il 15 e il 28 giugno raccontano con precisione l'impatto di questa ondata. Gli accessi ai pronto soccorso della provincia da parte degli over 75 sono stati costantemente superiori alla media registrata dall'inizio del 2026. Il picco si è toccato lunedì 22 giugno: 231 accessi di anziani in una sola giornata, a fronte di una media di 168, con un incremento di quasi il 40%.
Le patologie più associate al caldo, come l'insufficienza renale da disidratazione e le infezioni delle vie urinarie, hanno fatto registrare un aumento nei reparti di Medicina interna. Nonostante la pressione, la rete ospedaliera e territoriale ha retto, garantendo risposte efficaci senza cedimenti organizzativi.
Zucchini: "Organizzazione collaudata, forte integrazione tra enti"
Massimo Zucchini, Direttore sociosanitario dell'AUSL di Modena, spiega che questa ondata ha richiesto l'attivazione di tutte le misure previste per l'allerta rossa. «L'organizzazione socio-sanitaria della provincia è ormai ampiamente collaudata per gestire il disagio dovuto alle ondate di calore», afferma Zucchini. «C'è una forte integrazione tra AUSL, enti locali e associazioni per tutelare i più fragili».
Come chiedere aiuto: i riferimenti per i cittadini
Per chi si trova in difficoltà, i canali di accesso all'aiuto sono molteplici. Si può consultare la pagina dedicata sul sito dell'AUSL, rivolgersi agli sportelli sociali dei Comuni, ai Punti Unici di Accesso (PUA) nelle Case della comunità oppure al proprio medico di famiglia. In alcuni territori sono attivi numeri telefonici dedicati, che i Comuni stanno comunicando direttamente ai residenti.
È sempre disponibile il Numero verde del Servizio Sanitario Regionale 800 033 033, gratuito, attivo tutti i giorni feriali dalle 8.30 alle 18.00 e il sabato dalle 8.30 alle 13.00. Gli aiuti concreti variano da territorio a territorio e spaziano dall'assistenza sanitaria alla consegna a domicilio di spesa e farmaci, fino all'indicazione dei luoghi pubblici con aria condizionata aperti al pubblico, come biblioteche e centri sociali anziani.