C'è una bambina di quattro anni e un bambino di tre che aspettavano il loro papà. Giuseppe Esposito, 36 anni, nato a Correggio e da tempo residente a Carpi, non è tornato a casa. Nella notte tra sabato 21 e domenica 22 giugno 2026, intorno alle tre, il suo camion si è ribaltato sull'autostrada A1, al chilometro 206, nel tratto compreso tra Sasso Marconi Nord e Sasso Marconi, in direzione Firenze. Un impatto violentissimo contro un jersey, con la cabina che si è schiantata sulla parte metallica della barriera. I soccorritori del 118, le squadre dei vigili del fuoco di Casalecchio di Reno e di Pianoro hanno lavorato a lungo per liberarlo dalle lamiere. Non c'era più nulla da fare.
Un padre, un pizzaiolo, un lavoratore instancabile
A Carpi, Giuseppe Esposito era una faccia conosciuta. Per anni aveva gestito la pizzeria Regina Margherita di via Remesina, dove proponeva la vera pizza napoletana, con quel cornicione alto e ben lievitato che i clienti ricordano ancora con piacere. Era la sua Napoli portata in Emilia, un pezzo di casa in mezzo alla Pianura Padana. Da oltre un anno aveva cambiato strada, nel senso letterale del termine: aveva preso la patente per i mezzi pesanti e aveva abbracciato la vita del camionista. Da appena una settimana aveva iniziato a lavorare per una nuova ditta di Napoli, verso cui stava trasportando un carico di carcasse animali quella notte.
«Era un lavoratore instancabile, mi dispiace molto per quanto gli è successo» dice l'amico carpigiano Antonio Russo. «Ricordo anche le sue qualità come pizzaiolo. La sua pizza era davvero molto buona».
Le parole della moglie: "Ci siamo amati tantissimo"
A raccogliere il peso di questa perdita è soprattutto Mitran Mihaela Giorgiana, 37 anni, sua moglie e madre dei loro due bambini. Le sue parole, affidate alla Gazzetta di Modena, hanno la semplicità disarmante di chi non riesce ancora a credere a quello che è successo.
«Giuseppe era una persona meravigliosa, aveva un cuore d'oro. Si dava da fare per aiutare tutti. Non possiamo ancora credere alla tragedia che è capitata a tutti noi». E poi: «Lui era arrivato per salutare la nostra bambina prima dell'incidente. Poi era partito per il viaggio verso Napoli e il fatto è successo alle 3 di notte».
Mihaela descrive un uomo che portava le pizze gratis ai malati in ospedale, che alla stazione di Milano a Natale distribuiva cibo a chi ne aveva bisogno. Un uomo che amava con generosità, dentro e fuori casa. «Io e lui ci siamo amati tantissimo, abbiamo avuto anche delle difficoltà, ma ci siamo amati», dice con una onestà che vale più di mille necrologi.
La dinamica e le indagini
Secondo le prime ricostruzioni della Polizia Stradale di Bologna, Esposito non avrebbe notato una deviazione regolarmente segnalata che spostava la carreggiata verso destra. Il camion ha così impattato contro lo spartitraffico e si è ribaltato sul fianco sinistro. Le cause esatte sono ancora al vaglio degli investigatori. Il tratto autostradale in direzione sud è rimasto chiuso per diverse ore, con la riapertura avvenuta solo intorno alle 8:15, lasciando una coda di circa due chilometri verso Firenze.
Il funerale, ha spiegato la moglie, si terrà a Napoli, città di origini della famiglia. Ci vorranno giorni per definire le esequie, con la salma attualmente ferma a Bologna. Una vita che è partita dal Sud, si è costruita in Emilia e si è spezzata in mezzo, su un'autostrada di notte, a trentasei anni.
Una perdita che lascia il segno
Carpi perde uno dei suoi. Non un personaggio pubblico, non un nome sui giornali, ma uno di quegli uomini che tengono in piedi il tessuto silenzioso di una comunità: col lavoro, con la generosità, con la pizza buona e con il sorriso giusto al momento giusto. I due figli di Giuseppe Esposito cresceranno con i racconti di chi lo ha conosciuto. E, a giudicare da quelli che circolano già in queste ore, non mancheranno le storie belle da raccontare.